Pneumatici in fiamme: allarme a Cese di Preturo

Il fuoco divampato all’ex deposito dell’impresa edile Irti, sul posto anche l’Arta Preoccupazione per la possibile presenza di amianto. Roghi anche a Molina
L’AQUILA. Un’estate di fuoco nell’Aquilano. Dopo 14 giorni di emergenza incendi sulle montagne, nella frazione di Arischia e tra Pettino e Cansatessa, nuovo allarme, ieri pomeriggio, questa volta a Cese di Preturo. E altri roghi sono divampati, più o meno alla stessa ora, anche nella Valle Subequana, tra Acciano e Molina Aterno.
PRETURO. Intorno alle 16 un incendio è scoppiato a Cese di Preturo e le fiamme in breve tempo hanno fatto alzare una densa colonna di fumo nero, che ha reso l’aria irrespirabile anche a distanza. A prendere fuoco è stato l’ex deposito della ditta di costruzioni Irti, situato accanto al campo sportivo della frazione. Un’area recintata, in cui giacevano materiali di risulta, laterizi e vecchi pneumatici. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco con mezzi da terra e uomini della Protezione civile, dirottati dalle opera di bonifica in corso a Monte Pettino. E per domare le fiamme è servito anche un elicottero. Il nuovo rogo ha destato allarme tra la popolazione, data la vicinanza con le abitazione del progetto Case di Cese, ma anche per la possibile presenza, nel deposito, di materiali pericolosi, come l’amianto. L’incendio è stato spento poco dopo le 18 e per il momento non se ne conoscono le cause. Nella zona sono arrivati anche gli operatori dell’Arta, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, che hanno effettuato controlli e misurazioni sull’aria, a causa della grande nube nera che si era sviluppata.
VALLE SUBEQUANA. Come tre anni fa, un incendio di vaste dimensioni ha interessato un’area del Parco regionale Sirente-Velino, tra Acciano e Molina, in località Le Grotte. Anche qui sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri-forestali, con l’ausilio di un Canadair: le operazioni di spegnimento sono state in parte ostacolate dal forte vento e la strada regionale 261, la cosiddetta Subequana, è stata nel frattempo chiusa. «Stanno lavorando diverse squadre», confermano dai vigili del fuoco, «ed è un incendio diverso da quello aquilano, perché non coinvolge una pineta. Ma le operazioni andranno avanti ancora». A supportare i soccorritori anche alcuni agricoltori del posto, gli uomini della Protezione civile della Comunità montana Sirentina e del Comune di Fontecchio. Un’area anche questa, come quella di Arischia e Pettino, dove sono stati previsti presìdi notturni.
MONTE PETTINO. Anche ieri sono andate avanti le operazioni di bonifica, sia con uomini a terra sia con elicottero e Canadair, e come accade ormai da diversi giorni, il sottobosco che continua a bruciare ha alimentato nuovi focolai. L’ormai consueto pennacchio di fumo era ben visibile tra via Francia e via del Castelvecchio sin dalle prime ore della mattina e in serata ha ripreso vigore in due punti. Secondo i vigili del fuoco, il fenomeno dei cosiddetti fumaioli che persistono dallo scorso 4 agosto, quando è arrivato il nubifragio, «è assolutamente fisiologico nella complessa dinamica d’incendi di questa portata». Il comando provinciale ha anche sottolineato come «l’attacco aereo del rogo sia stato imponente e senza precedenti, dato che ha raggiunto picchi di presenza contemporanea di sette Canadair, due elicotteri S64, ulteriori elicotteri, tra cui quello regionale, con l’effettuazione di oltre 500 lanci di acqua e schiumogeno in una sola giornata».
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