Pnrr, domani c’è il ministro Fitto
Sarà al convegno sulle aree del sisma. A lui l’appello di Di Stefano per Amiternum
L’AQUILA. Saranno affidate al ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, le conclusioni del convegno “Le aree del sisma alla prova del Pnrr” che si terrà domani alle 10 all’Auditorium del Parco del Castello. All’incontro pubblico, dedicato alle opportunità di sviluppo e crescita legate Piano nazionale di ripresa e resilienza Pnrr e il Fondo complementare per i territori colpiti dai terremoti del 2009 e del Centro Italia, parteciperanno il sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto, il sindaco, Pierluigi Biondi, il senatore Guido Quintino Liris, il presidente della Regione, Marco Marsilio, il commissario sisma 2016 Guido Castelli, rappresentanti di Invitalia, Abi e Unioncamere. Modererà l’evento la giornalista Maria Antonietta Spadorcia. E proprio al ministro Fitto, alla vigilia del suo intervento all’Aquila, ma anche al Comune dell’Aquila, si appella l’ex assessore comunale Pietro Di Stefano con l’obiettivo di dare slancio al progetto del parco archeologico ad Amiternum: «Questi luoghi si riprendono se mettono in campo progetti strategici di ampio respiro. Il ministro Fitto, qualche giorno addietro, ha dichiarato che non tutti i fondi del Pnrr potranno essere spesi e pertanto è necessaria una loro rimodulazione. Mettendo insieme le due cose, progetti strategici del territorio e necessità di spesa dei fondi Pnrr, quella di venerdì (domani per chi legge, ndr) è l’occasione buona per chiedere al ministro il finanziamento del parco archeologico di Amiternum. Esiste in Soprintendenza un progetto già validato nel 2016 e in grado di partire in tempi celeri. Chi, se non il Comune, ha un primario interesse a farlo?». L’area di Amiternum è tornata sotto i riflettori nei giorni scorsi, grazie al via libera della Soprintendenza – conseguente a una sentenza del Consiglio di Stato – per la variante del Cermone, utile per bypassare il tratto di statale 80 che taglia a metà l’area archeologica.

