Pochi fondi per le borse di studio Gli studenti: «Servono 5 milioni»

Presidio davanti al palazzo dell’Emiciclo per chiedere l’erogazione del beneficio ai duemila idonei E l’Udu L’Aquila lancia l’allarme: «Prolungare subito il comodato d’uso della caserma Campomizzi»
L’AQUILA. Sindacati e studenti insieme per chiedere il rispetto del diritto allo studio.
Un gruppo di studenti universitari, composto da “360Gradi Chieti-Pescara” e “Udu” (Unione degli Universitari) di Teramo e L’Aquila ha protestato ieri davanti a Palazzo dell’Emiciclo, sede del consiglio regionale d'Abruzzo, per la mancanza di fondi per coprire le borse di studio degli idonei, tra università, accademie artistiche e conservatori di tutta la regione.
Sono circa 2.000 gli universitari abruzzesi che non percepiscono la borsa di studio per mancanza dei fondi necessari.
Gli studenti chiedono una dotazione aggiuntiva tra 4 e 5 milioni di euro per consentire a tutti gli idonei di esercitare il diritto allo studio.
Le borse sono erogate attraverso l'Agenzia regionale diritto allo studio (Adsu). «Tra Chieti e Pescara ci sono circa 1.500 studenti idonei che non riceveranno la borsa di studio», sottolinea Carmela Santilli, presidente di “360Gradi Chieti-Pescara”. «A questi si aggiungono 363 studenti beneficiari della vecchia graduatoria, che aspettano da più di un anno».
C'è poi il tema della monetizzazione dei buoni pasto non utilizzati.
«Pur essendoci una previsione di legge», afferma Kakub Chaluplzak, coordinatore di “Udu Teramo”, «le quote non sono state monetizzate, sebbene durante il lockdown per la pandemia le mense universitarie non abbiano lavorato. I rimborsi non sono mai arrivati perché, ci dicono, non ci sono fondi. Inoltre ci sono 240 studenti che aspettano la borsa di studio, senza la quale non possono permettersi gli affitti, il cibo e il materiale didattico per studiare». L’Udu L'Aquila denuncia anche un altro problema, quello della casa dello studente. «A luglio sarà dismesso il comodato d’uso gratuito della struttura della caserma Campomizzi, sede della Casa dello Studente e dell'Adsu», afferma il coordinatore Udu L’Aquila, Matteo Paoletti, «360 studenti rischiano di rimanere senza alloggio e 60 dipendenti senza lavoro, qualora il contratto di comodato d’uso non venisse esteso in attesa dell’apertura della nuova casa. La Campomizzi è oggi l’unica struttura pubblica disponibile all’Aquila. Con il rincaro dei prezzi si rischia che all’Aquila, non essendoci una residenza per gli studenti, le borse di studio siano utilizzate tutte in affitti e bollette, anziché in materiali didattici», conclude Paoletti.
Secondo gli animatori della protesta – una delegazione è stata ricevuta dagli assessori Liris e Quaresimale, dal vicepresidente vicario del consiglio regionale Santangelo e dai consiglieri Stella, Di Benedetto e Pietrucci – «l’incontro ha solo confermato, e forse aggravato, il quadro. Non abbiamo ricevuto alcun tipo di impegno sulle tempistiche di erogazione delle borse di studio e nessuna soluzione o proposta rispetto alla scadenza della convenzione col Demanio Militare».

