Pochi infermieri per combattere l’ictus

Non arrivano nuove assunzioni alla Stroke unit: personale paramedico costretto a turni stressanti
AVEZZANO. La fondamentale attività di lotta all’ictus cerebrale, che viene svolta dall’Unità operativa complessa e Stroke unit di Avezzano-Sulmona rischia di essere messa in serio pericolo dalla grave carenza del personale degli infermieri.
È superfluo ricordare che l’ictus cerebrale è una delle principali cause di morte e la prima causa di invalidità nelle società occidentali. Da circa due decenni, e ancor di più nell’ultimo anno, il trattamento di questa patologia ha subito notevoli progressi grazie all’avvento delle Stroke unit (reparti dedicati) e l’utilizzo della terapia trombolitica sistemica, per via endovenosa ed endovascolare per via intrarteriosa. La Stroke unit di Avezzano, diretta dal professor Antonio Carolei, ha ottenuto risultati sempre più rilevanti, assumendo il ruolo di leader regionale per la patologia cerebrovascolare, passando dai pur significativi 28 casi trattati nel 2014, ai 76 casi trattati nel 2015, tutti inseriti nei registri nazionali e internazionali dedicati. Nel dettaglio: 51 pazienti hanno effettuato la trombolisi per via venosa e 25 il trattamento endovascolare intrarterioso, che rappresenta una metodica in fase di sviluppo convalidata da numerosi e recentissimi studi internazionali. Il tutto su un bacino di utenza di circa 200.000 residenti tra l’area della Marsica e quella sangrino- peligna.
Questo risultato premia l’impegno dei dottori Berardino Orlandi, Federica De Santis e Francesca Notturno e dell’equipe del dottor Giovanni Passalacqua, oltre alla preparazione del personale infermieristico, tecnico e socio sanitario, con la fattiva collaborazione dei pronto soccorso di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro e del servizio 118 provinciale. Per il 2016, purtroppo, i medici dedicati all’importante attività, che permette di ridurre o annullare la disabilità e di aumentare la sopravvivenza dei pazienti con ictus dell’area marsicana e peligno-sangrina, non sono in grado di prevedere ulteriori incrementi del carico lavorativo a causa della cronica carenza di personale infermieristico e delle difficoltà di ordine burocratico e amministrativo. Andrebbero garantite 35 sostituzioni, turnazioni e nuove assunzioni. Quantomeno per poter affrontare, con serenità, le attività lavorative e mantenere l’attuale elevato livello assistenziale per i pazienti. La carenza di personale infermieristico si registra anche in altre importanti divisioni dell’ospedale di Avezzano, struttura pubblica di riferimento per i pazienti di tutta la Marsica.
Paolo Guadagni
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