Pochi spazi in piscina, appello a Cialente

Gli atleti della 99 Sport manifestano i disagi per allenarsi: «Rivendichiamo il diritto di nuotare»
L’AQUILA. «Dateci il diritto di nuotare». È l'appello lanciato dagli atleti dell'associazione “99 Sport L'Aquila” in una lettera aperta inviata al sindaco, Massimo Cialente. Nuotatori di livello, che domenica prossima saranno a San Salvo per la prima gara della stagione agonistica. «Siamo un gruppo coeso, motivato, che sta lavorando sodo sul concetto di squadra, anche fuori dalla vasca», si legge nella nota, «e che sta affrontando le numerose e quotidiane difficoltà legate all’impossibilità di usufruire delle strutture sportive cittadine». Il problema è tutto qui: nella difficile fruizione dei pochi spazi a disposizione, all'interno della piscina comunale. «Una media di 15-20 atleti per corsia, allenamenti di circa 13 ore settimanali, doppia seduta di esercitazione, vasche stracolme di ragazzi che devono “limitare” la loro nuotata per paura di scontrarsi con i compagni, continui incidenti per mancanza di spazio: questo si trova ad affrontare ogni giorno ciascun atleta da alcuni mesi a questa parte», scrivono dalla 99 sport L'Aquila, «la causa di tutto è un’assegnazione inadeguata di spazi d’acqua degli impianti sportivi cittadini da parte del Comune. Siamo e resteremo aperti al confronto ed al dialogo con l’amministrazione comunale, ma, ad oggi, dopo numerosi solleciti da parte nostra, e troppi temporeggiamenti da parte degli uffici competenti, nessuno si è mai preoccupato di controllare quali siano le reali condizioni in cui operano gli atleti e le società». La 99 sport sollecita il Comune «a risolvere in maniera definitiva un problema che si trascina da troppo tempo. Quello che la società chiede, ormai da molti mesi, è che vengano semplicemente applicate le regole: non siamo più disposti ad accettare le condizioni disumane nelle quali sono costretti ad allenarsi i nostri atleti». «Stiamo lottando per salvaguardare i diritti dello sport cittadino, convinti che lo stesso è un tesoro di valori umani, che la squadra non è rappresentata soltanto da chi partecipa alle gare, ma che l’intero movimento sportivo formato da atleti, genitori, tecnici e dirigenti», conclude la lettera, «possa passare il testimone dei valori dello sport, di generazione in generazione. Stiamo lottando perché gli sforzi e i sacrifici di tanti ragazzi non vengano vanificati».(m.p.)
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