«Poco personale nel centro antidiabete»

24 Maggio 2018

La protesta di Del Boccio (Apd): ben 35 prestazioni giornaliere gestite solo da due infermiere 

SULMONA. Restano i problemi di approvvigionamento materiali nell’ambulatorio di diabetologia, dove le annose carenze di personale continuano ad allungare tempi di visite e esami. Sono circa 35 le prestazioni giornaliere che vengono gestite da due sole infermiere, per 4mila referti ogni anno. Numeri importanti che impongono secondo l’Associazione peligna diabetici (Apd) nuovi innesti di personale. Questa volta alla richiesta si aggiungono la Fand (Federazione e associazione nazionale diabetici) e il Coordinamento delle associazioni diabetici della regione. L’Apd lamenta il disservizio per i ritardi nella fornitura e nella sostituzione di strumenti (microifusori) per il controllo glicemico, scaduti di validità e di garanzia. «Bisogna aspettare 120 giorni dalla domanda», fa notare Salvatore Del Boccio, dell’Apd, «di fronte un ritardo di oltre 120 giorni tra richiesta e arrivo del materiale non riteniamo giusto che i pazienti debbano muoversi in proprio, nei labirinti burocratici dell’ospedale, per risolvere i problemi, sostituirsi a chi è preposto, soprattutto non devono elemosinare il diritto alla salute e non devono sentirsi debitori verso la gentilezza dell’impiegato di turno che accelera la pratica”. Il problema principale resta secondo l'associazione la carenza di personale. «Solo due infermiere, per una media di 35 visite giornaliere e oltre 4.000 l’anno non sono sufficienti», aggiunge Del Boccio, «presenza che troppo spesso in caso di assenza per ferie, malattia o corsi di formazione si riduce a una sola unità, al punto che non si riesce a rispondere alle chiamate telefoniche. Tutto ciò in un reparto che cura e assiste una disfunzione fisica riconosciuta in crescita e invalidante». Sono 3mila i pazienti seguiti dal reparto, con 250 malati in più ogni anno. Ora, il rischio di ammalarsi di diabete aumenta tra i 45 e i 65 anni. (f.p.)
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