Poggio Picenze, il sindaco diventa capotecnico

25 Marzo 2011

Vista i progetti e rilancia: partiti cantieri di case E

POGGIO PICENZE. «Salve, sono il responsabile unico del procedimento». Nella piazza Rosa di Poggio Picenze, tra il bar riaperto nella casa di legno e il centro polivalente adibito a chiesa provvisoria il sindaco Nicola Menna saluta i cittadini.

«Sapete che significa stare senza segretario comunale per un anno? Significava bloccare tutto per una firma. Allora, su delega della giunta, sono diventato io il responsabile dell'ufficio tecnico. E i risultati si sono subito visti, dato che abbiamo completato le case classificate B e abbiamo attaccato anche le E per cui sono partiti i primi cantieri. In questo biennio non siamo stati mai fermi un attimo. Abbiamo impiegato con raziocinio tutte le donazioni, dagli edifici scolastici per 100 alunni, scuola dell'infanzia, nido comunale ed elementari fino alle strutture sportive come il campo dove la squadra del Poggiobarisciano ha giocato e vinto il campionato e la palestra. Le donazioni sono state valorizzate curando l'aspetto esterno. Ovunque c'è un giardino. Il paese è stato sempre curato e pulito con grande cura. Tra i progetti realizzati», prosegue il sindaco, «lo spostamento dell'ufficio postale che ora si trova accanto all'ambulatorio medico e pediatrico, tra quelli da realizzare il centro di aggregazione per giovani e anziani, l'oratorio per i ragazzi. Nell'ex asilo metteremo il centro culturale polifunzionale. E quest'anno ripartiremo anche con la sagra».

Per il centro storico gli amministratori hanno le idee chiare. «Abbiamo disegnato gli ambiti di tipo A e B», aggiunge Menna. «Nei secondi contiamo di cominciare prima rispetto al resto. Solo aggredendo le zone rosse si può accelerare la ricostruzione».

L'assessore comunale Berardino Berardi, responsabile del gruppo di protezione civile «Valle del Campanaro», mostra con orgoglio il pieghevole realizzato prima del terremoto e distribuito a tutti i cittadini. Ci sono le «indicazioni per il corretto comportamento da adottare in caso di calamità naturali». «Il piano di Protezione civile noi ce l'avevamo», dice l'assessore, «con l'individuazione di aree di attesa, ammassamento, ricovero e accoglienza. Il nostro gruppo, riconosciuto ufficialmente dalla Regione, si sta ingrandendo e specializzando per ogni tipo di evenienza». (e.n.)

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