Poliziotto preso a schiaffi da un detenuto

I sindacati lanciano l’allarme: «Il clima è ormai rovente, il carcere si va affollando sempre più»
SULMONA. Tre schiaffi in faccia, dati all’improvviso con l’agente di polizia penitenziaria colto di sorpresa perché sferrati senza alcun motivo da un detenuto di origini albanesi recluso nel circuito di Alta Sicurezza del carcere di Sulmona. L’aggressione, l’ennesima, è avvenuta nei confronti di un agente di polizia penitenziaria in servizio in una delle più affollate e pericolose sezioni detentive del supercarcere peligno. Per lui solo qualche contusione, un po’ di spavento e tanta incredulità. «Il fatto è avvenuto alcuni giorni fa in un clima, quello che si sta registrando nel penitenziario di via Lamaccio, sempre più rovente per via della presenza di troppi detenuti diversi dei quali con problematiche psichiatriche», affermano le organizzazioni sindacali Osapp, Uil Pa, Uspp e Cgil Fp. «Una situazione quella che si vive nella casa di reclusione di Sulmona che ad una politica del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria tesa ad un invio da altre carceri di un cospicuo numero di detenuti, a seguito di opinabili politiche di sfollamento, non solo fa seguire uno spostamento del problema concentrandolo da un’altra parte (in tal caso in un carcere in procinto di esplodere qual è quello di Sulmona) ma che, soprattutto negli ultimi mesi, non provvede se non in rari casi, al trasferimento dei detenuti che si sono resi protagonisti di reati di minacce ed aggressioni». «Intanto il carcere peligno va sempre più affollandosi e con esso vengono meno non solo le condizioni volte a far respirare gli operatori penitenziari», concludono i sindacati. (c.l.)
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