Polo museale della Rivera Lavori per il nuovo ingresso

25 Agosto 2017

Entro cinque mesi verrà aperto il cantiere per ristrutturare l’ex corpo di guardia I lavori costeranno 150mila euro. Sono previsti front office, bookshop e bar

L’AQUILA. Entro la prossima primavera il Munda (Museo nazionale d'Abruzzo) alla Rivera avrà un nuovo ingresso monumentale, con front office, bookshop e bar. Ieri mattina è stato dato il via ai lavori di recupero dell’originario ingresso dell’ex mattatoio comunale, inaugurati alla presenza della direttrice del Polo museale d’Abruzzo, Lucia Arbace e dell’assessore alla Cultura del Comune, Sabrina Di Cosimo. Le opere, che costeranno in totale 150mila euro, si concluderanno nel giro di cinque mesi. I locali, di proprietà del Comune, sono stati ceduti al Polo museale d’Abruzzo in comodato d’uso gratuito per la realizzazione del nuovo ingresso e degli spazi di accoglienza del Munda. «I finanziamenti sono stati erogati dal ministero», spiega la stessa Arbace, «grazie all’impegno del ministro Dario Franceschini a maggio 2016. Il nuovo ingresso del mattatoio permetterà anche di ampliare gli spazi dedicati agli uffici del Polo».
Il progetto è stato redatto dall’architetto Ada Cardellicchio, in collaborazione con Alessandro Mazza.
DUE EDIFICI. L’intervento consiste nell’annessione dei due edifici adiacenti all’attuale museo facenti parte del complesso dell’ex mattatoio. Si tratta degli immobili dove prima del terremoto erano ospitati una pizzeria e un negozio di souvenir, vicino a Porta Rivera. «In origine erano sede della portineria, dell’alloggio del custode e del dazio comunale», spiega Mauro Congeduti, direttore del museo, che ha curato ricerca e documentazione relative all’intervento. «Gli edifici dalle linee neoclassiche sono addossate alle preesistenze, le mura civiche da un lato e la chiesa di San Vito dall’altro».
L’INTERVENTO. Si intende riportare gli edifici a una configurazione molto vicino a quella originaria, pur operando un cambio di destinazione d’uso nel rispetto delle preesistenze. Sono stati previsti interventi di ripristino strutturale da un lato, per rendere nuovamente agibili gli edifici, fortemente danneggiati dal sisma e di recupero filologico dei caratteri architettonici dell’altro. È prevista la rimozione delle superfetazioni (parti aggiunte) che nel corso degli anni sono state addossate ai corpi originari, compromettendone l’impianto, il consolidamento strutturale delle murature e la rimozione dei puntellamenti attuali, la riparazione e la parziale sostituzione delle strutture di copertura con semicapriate lignee e tiranti in acciaio, il consolidamento delle volte in laterizio, la riqualificazione formale dei prospetti principali e dei fronti longitudinali, la ridefinizione degli interni limitatamente alla realizzazione degli spazi di servizio.
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