«Poltrona di Santilli in bilico»
Camera di commercio, duri attacchi di Del Re e Stringini
L’AQUILA. Vacilla la poltrona del presidente della Camera di commercio Lorenzo Santilli. Non è bastata la discesa in campo di alcune associazioni di categoria, in difesa dell’operato del vertice dell’ente camerale. All’indirizzo di Santilli parte un nuovo, pesante, siluro. E stavolta dall’interno del consiglio che presiede, dove la frattura tra fautori e detrattori è sempre più marcata. Il presidente Cna della provincia dell’Aquila, Giorgio Stringini, membro del consiglio della Camera di commercio, e il direttore della Confederazione artigiani, Agostino Del Re, accusano Santilli «di immobilismo nell’attuazione del processo di fusione con la Camera di Teramo».
Ma a non schierarsi dalla parte del presidente sono anche la Confartigianato dell’Aquila, l’Associazione consumatori, gli Ordini professionali e, soprattutto, Cgil, Cisl, Uil che hanno chiesto un incontro urgente «alla luce dei ritardi nella fusione con Teramo e delle implicazioni che la riforma del sistema camerale può produrre sul territorio». Riunione che si terrà lunedì prossimo, alle 15.30, all’Aquila. A rischio ci sono 32 posti di lavoro dei dipendenti del Cresa, dell’Agenzia per lo sviluppo dell’Aquila e di Chieti, del Centro interni e Centro estero, mentre sono due gli esuberi dichiarati dall’ente camerale aquilano. «Una spaccatura evidente in seno alla Camera di commercio», affermano Stringini e Del Re, «l’ente ha una corposa rappresentanza. Il fatto che solo una parte delle associazioni di categoria si sia schierata con Santilli, dimostra la posizione di estrema debolezza del presidente, che è ancora alle dichiarazioni di intenti. Al momento non esiste un atto ufficiale del consiglio camerale per avviare formalmente il processo di fusione».
La Cna definisce quella in favore di Santilli «una difesa d’ufficio, che viene tra l’altro dalle poche categorie e a lui vicine, con le quali è stato stretto l’accordo per garantire il secondo mandato. Santilli», incalzano Stringini e Del Re, che già avevano chiesto al presidente di farsi da parte, «non può accentrare su di sé tutti i poteri dello Statuto camerale. È una figura di rappresentanza di tutte le categorie e dovrebbe farsi portavoce degli elementi deliberativi di giunta e consiglio». Quanto alla mancata fusione con Teramo, Stringini e Del Re incalzano: «Vogliamo capire se il ritardo accumulato è frutto di un’incapacità gestionale del presidente o della mancanza di dialogo. L’argomento in ballo è di un’importanza vitale per l’economia del territorio e non può essere offuscato da inutili e inopportuni comunicati stampa, che vogliono solo nascondere l’incapacità decisionale dell’attuale presidente della Camera di commercio dell’Aquila».
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