Ponte Belvedere da ricostruire Il Comune: «Lavori in otto mesi»

26 Settembre 2023

Il vicesindaco parla di un «imminente avvio del cantiere» deciso nel corso di una riunione tecnica Ma l’opposizione torna a chiedere delle risposte chiare su progettazione e spese sostenute

L’AQUILA. A breve inizieranno i lavori per la realizzazione del ponte Belvedere. Questo secondo quanto dichiarato dal Comune che ha anche fissato in otto mesi, dall’avvio del cantiere, la riconsegna dell’opera. «Abbiamo fatto una riunione con gli uffici preposti per la consegna del cantiere e adesso siamo in attesa delle ultime limature riguardanti aspetti pratici, quali ad esempio l’appoggio materiale dei sottoservizi, ma si tratta di questioni puramente logistiche relative alla cantierizzazione, quindi direi che ci siamo proprio con l’inizio dei lavori», spiega il vicesindaco con delega alla Ricostruzione dei Beni pubblici, Raffaele Daniele, finito in passato al centro di polemiche proprio sul caso del ponte Belvedere. «Siamo passati dal concetto di com’era e dov’era», precisa Daniele, «al cercare di realizzare un’opera figlia di questi tempi ed espressione delle più moderne tecniche, in grado di avvicinare L’Aquila alle maggiori città europee e agli altri capoluoghi sotto il profilo infrastutturale». Quindi torna sui tempi di apertura del cantiere: «Il grosso del lavoro è già stato fatto nel corso della demolizione. Adesso manca solo l’avvio del cantiere, previsto nei prossimi giorni. Poi contiamo di restituire alla città un ponte Belvedere moderno e antisismico, sul modello del Flaiano di Pescara, nel giro di otto mesi». Infine assicura: «I soldi ci sono ed è stato tutto rendicontato in una apposita delibera comunale dello scorso maggio».
L’ultima polemica
Il caso è riesploso in queste ultime ore con la presentazione, da parte del consigliere di opposizione Paolo Romano, di una nuova interrogazione «per far luce sulle molteplici incongruenze, vecchie e nuove, che ancora permangono». A partire dalla scelta «di autorizzare due progetti esecutivi separati, uno per la demolizione e uno per la ricostruzione, a fronte di un’unica gara che aveva un solo progetto definitivo e con due tempi di esecuzione lavori». E anche per ottenere risposte sui costi. «Ci chiediamo per quale motivo il precedente il quadro economico, consegnato dalla Belvedere Scarl il primo luglio dello scorso anno, recava la cifra di 8 milioni – aprendo di fatto la gara alla procedura europea – e cosa, dopo la nostra conferenza stampa di denuncia, è stato rivisto e tagliato per arrivare alla cifra di 5,1 milioni, cioè sotto la soglia comunitaria. Bisogna chiarire da subito se ci saranno ulteriori aggravi di spesa in confronto al progetto esecutivo approvato».
La storia del ponte
Lesionato dal terremoto del 6 aprile 2009 e con la demolizione completata a maggio dello scorso anno, il ponte Belvedere rappresenta ancora oggi una delle noti dolenti sul fronte della viabilità nel cuore dell’Aquila. Un’attesa infinita e costellata di polemiche, con le opposizioni che da anni lamentano chiarezza sull’iter di ricostruzione in termini di tempistiche e costi.
Polemiche cominciate sin dallo sgombero dei residenti ed esacerbate a seguito dell’opera di demolizione, quando a detta dello stesso Daniele sarebbero intervenute «novità impreviste ed imprevedibili» dovute alla necessità di estendere di quindici metri gli appoggi della nuova struttura sia su via Giovanni XXIII che su via Persichetti. Cosa che ha comportato un aumento della spesa passata dai precedenti 5,1 milioni di euro agli oltre 6 milioni attualmente preventivati ed ammortizzati con fondi stornati da altri interventi di riqualificazione. In mezzo la revoca da parte del Comune di Mario Di Gregorio come responsabile unico del procedimento e la sua sostituzione con il dirigente del settore opere pubbliche Vincenzo Tarquini.