Ponte Borgo Rivera, processo in archivio

9 Agosto 2020

Prescritte le accuse di falso a carico di due tecnici impegnati nei lavori di consolidamento post sisma

L’AQUILA. E’ finita in archivio, alcuni giorni fa, anche l’ultimo spezzone di un’indagine riguardante il lavoro di consolidamento post sisma di Madonna del ponte a Borgo Rivera. Inizialmente erano stati sequestrati anche 300mila euro. L’accusa iniziale, poi sostanzialmente caduta, parlava di lavori fatti solo in parte. Nel corso delle indagini avviate nel 2015, sono cadute subito le imputazioni più pesanti quali truffa e abuso a carico di altre persone.
In tempi più recenti erano finiti sotto processo due imputati, ma per il solo reato di falso, ovvero tecnici Antonio Rosanò e Marco Zaccagnini per i quali il tribunale ha dichiarato la prescrizione e, dunque, il non luogo a procedere. I due potevano anche rinunciare alla prescrizione visto che si trattava di accuse forse labili ma in questo caso le difese consigliano di evitare di correre rischi inutili in cambio di vantaggi poco significativi e, volendo, si va in appello. L'inchiesta era partita a seguito della remissione dell'incarico da parte del collaudatore incaricato della verifica tecnico-amministrativa delle strutture consolidate. Il tecnico lasciò l'incarico per mancanza del deposito degli elaborati strutturali al Genio civile e del previsto collaudo statico.
La spesa complessiva dell'intervento, di due milioni, era stata a carico dell'Amministrazione provinciale, proprietaria del ponte. Le difese sono state rappresentate dagli avvocati Roberto Madama e Fabio Alessandroni. In definitiva si tratta dell’ennesima inchiesta sul lavori post sisma conclusa con un sostanziale buco nell’acqua.
Scagionato, ma dai giudici di Pescara, un aquilano, Mario Civisca accusato di aver preso contributi post sisma per 131 mila euro in modo illecito. Ma i magistrati lo hanno ritenuto innocente.
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