Ponte Capograssi, al via le verifiche strutturali

Disposto il divieto di parcheggio per consentire ai tecnici di eseguire i controlli Angelucci: «Provvedimento precauzionale». Il transito non subirà stop
SULMONA. Parcheggi vietati su ponte Capograssi per tutto il periodo necessario per le verifiche strutturali. Scattano i controlli sul collegamento sospeso tra la parte nuova e quella antica della città, dopo il crollo del ponte di Genova, costruito da Riccardo Morandi, lo stesso progettista dell’opera sulmonese, morto nel giorno di Natale del 1989. Ieri mattina il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Nicola Angelucci ha firmato l’ordinanza di divieto della sosta sul ponte in via precauzionale, dopo aver riunito i tecnici comunali in un vertice convocato poche ore dopo il crollo di Genova. «Il nostro intento è quello di indagare lo stato di salute del ponte», conferma Angelucci, «così in via precauzionale abbiamo deciso di interdire la sosta delle auto, per alleggerire il carico dei mezzi che la struttura è costretta a sopportare. Intanto, sarà affidata a dei professionisti esterni la verifica strutturale del ponte, che nel 2016 già aveva superato quella sismica».
A novembre di due anni fa, dopo il terremoto in centro Italia il ponte venne chiuso per il presunto disallineamento dei giunti, poi scongiurato dai successivi sopralluoghi, che ne avevano consentito la riapertura in 48 ore. Il ponte, finito di costruire nel 1965 su progetto di cinque anni prima, è realizzato in cemento armato. Quelli erano gli anni del boom di questo nuovo materiale, apprezzato per la sua forza e il pregio non trascurabile dell’economicità. Quello che all’epoca non si conosceva, però, era il rischio del degrado del calcestruzzo.
Un tema su cui gli studiosi stanno insistendo molto in questi giorni, con chi addirittura suggerisce la demolizione di queste opere evitando così una manutenzione che risulterebbe troppo onerosa. Alcune opere di Morandi erano già collassate anni fa, come una in Venezuela e un’altra in Libia che in realtà venne chiusa in seguito al deterioramento strutturale. In realtà, non si tratta di strutture gemelle del ponte sulmonese, che è appoggiato e non sospeso, anche se resta un’opera di ingegneria futuristica per l’epoca con la sua campata unica. Certo, ad osservare da vicino i pilastri e la struttura, quei ferri a vista in alcuni punti, scoperti dal cemento corroso, non sono rassicuranti. Saranno le verifiche strutturali a stabilire se si tratta di criticità su cui intervenire con opere di manutenzione o semplice cedimento dell’intonaco da ricoprire.
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