Ponte ciclopedonale sul Sangro

10 Febbraio 2018

Il progetto da 800mila euro punta a collegare le piste ciclabili. Il sindaco Caruso: «Opera strategica» 

CASTEL DI SANGRO. Nasce a Castel di Sangro il primo ponte sul fiume Sangro, che servirà a collegare il circuito delle piste ciclabili del parco di Prato Cardillo con quella di Contrada della Maddalena.
Si tratta in un’opera imponente, lunga 40 metri e larga di 2 metri, tutta interamente in acciaio e, stante la notevole grandezza, ancorata a due plinti posti sugli argini superiori. L’intervento, finanziato con i fondi del Programma attuativo regionale del fondo aree sottoutilizzate (Par/Fas), ha un costo di circa 800mila euro e vedrà l’avvio dei lavori entro l’estate. «Il progetto del nuovo collegamento ciclo-pedonale», commenta il sindaco Angelo Caruso, «crea una revisione della mobilità urbana che ha individuato negli spazi del tracciato di percorrenza ciclabile un’occasione per realizzare una nuova infrastruttura, strategica e necessaria sia sul fronte della viabilità che per il turismo. Un’occasione per riorganizzare lo spazio periferico e creare nuovi effetti di centralità urbana. Un sistema capace di far dialogare natura e artificio, di abbattere le barriere e di percorrere lo spazio, assumendone le caratteristiche. Il principale obiettivo è quello di orientare sempre di più i cittadini verso l’utilizzo della bicicletta per spostamenti individuali o di gruppo».
Lo sviluppo della rete per la mobilità ciclopedonale a Castel di Sangro è sempre più un elemento chiave nelle politiche che incentivano la «cultura ciclabile». L’uso della bicicletta, per gli amministratori comunali, rappresenta un tipo di spostamento direttamente correlato con l’abbattimento dell’inquinamento ambientale, la sicurezza dei trasporti, il miglioramento della qualità della vita e la percezione del paesaggio e del territorio. «Da qui», aggiunge Caruso, «nasce un’esperienza progettuale all’interno di uno spazio che dialoga con le acque del fiume Sangro e ne conserva gelosamente la flora. Vogliamo premiare l’idea di uno sviluppo territoriale che riesca a valorizzare le risorse soprattutto naturali».
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