Ponte crollato sull’Aterno, 4 indagati

Si tratta di dirigenti di Regione, Provincia e Genio civile: contestate mancate manutenzioni su strada e alveo del fiume
L’AQUILA. Ci sono quattro indagati per il crollo del ponte di Molina Aterno, sulla provinciale 11, avvenuto il 18 gennaio scorso in seguito alla piena del fiume. Si tratta di Carlo Giovani, dell’Aquila, responsabile del servizio di Genio civile della Regione Abruzzo (Dipartimento infrastrutture e trasporti), di Gilberto Di Giorgio, di Avezzano, responsabile dell’Ufficio tecnico del Genio civile, titolare della manutenzione dell’alveo del fiume Pescara-Aterno, di Nicolino D’Amico, di Rionero Sannitico (Isernia), responsabile del settore Viabilità della Provincia dell’Aquila, e di Angela Ghizzoni, dell’Aquila, responsabile del Servizio area 3 Gran Sasso-Piana Navelli-Valle Subequana del settore Viabilità della Provincia. Le ipotesi di reato, contestate dal sostituto procuratore di Sulmona, Edoardo Mariotti, sono quelle di crollo di costruzioni e altri disastri e di delitto colposo di danno, con l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso di poteri e con violazione dei doveri connessi alla qualifica di pubblico ufficiale. Accuse tutte da dimostrare. In particolare, secondo il pm, Giovani e Di Giorgio «omettevano i dovuti interventi di manutenzione dell’alveo del fiume e del mantenimento della funzionalità idraulica necessari a evitare che il trasporto di detriti inducesse modifiche delle caratteristiche idrauliche del corso d’acqua, tali da determinare un aumento del rischio di esondazione». D’Amico e Ghizzoni, sempre per l’accusa, hanno «omesso i dovuti interventi di manutenzione della provinciale 11 e del ponte necessari a evitare che l’usura del tempo, in aggiunta al trasporto di detriti, indebolisse le strutture». Nel rapporto della procura viene evidenziata anche l’allerta meteo che aveva preceduto l’esondazione del fiume Aterno (bollettino del Dipartimento di protezione civile del 16 gennaio e del giorno successivo). Il pm Mariotti, infine, chiede al gip del tribunale di procedere con incidente probatorio alla perizia ingegneristica e geologica sul ponte, sull’alveo e sugli argini. Il ponte sulla provinciale 11 è stato posto sotto sequestro il giorno stesso dell’alluvione. Un’inchiesta, questa, che potrebbe portare a scenari inattesi. Visto che sono anni che si susseguono polemiche sulla gestione degli alvei fluviali (proteste erano arrivare da Monticchio, Onna e Paganica), come recentemente evidenziato anche dal presidente della Provincia, Angelo Caruso.
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