Ponte sull’Aterno, la perizia non chiarisce
L’esperto: «Erronee contabilizzazioni sui micropali ma non sempre i georadar hanno funzionato»
L’AQUILA. «Si sono determinate erronee contabilizzazioni di pali e spalle con micropali pari a 182mila euro e, per il ripristino di parti della muratura, tra 141mila euro e 177mila, oltre a 2mila in eccesso per la sovrastruttura stradale».
Queste alcune delle conclusioni del perito del gip, Oreste Mammana, depositate nell’ambito di una recente indagine su presunte irregolarità sui lavori di consolidamento post-sisma del ponte sul fiume Aterno lungo la strada regionale 615 di Monteluco di Roio. Una risultanza peritale che, per forza maggiore, non sembra chiarire i tanti dubbi per ragioni tecniche di cui si dirà dopo.
Nella vicenda sono indagati i dirigenti della Provincia Antonio Rosanò, Giuseppe Fiaschetti, Marco Zaccagnini. È indagato anche un altro ex dirigente provinciale, Francesco Fucetola, ora in pensione. Indagati anche gli imprenditori Luigi Palmerini e Italo Cipollone.
Il perito, comunque, aggiunge anche che «i lavori che hanno interessato Madonna del Ponte riducono il rischio sismico e idraulico connesso alla perdita di vite umane. Questo perché fermo restando il livello di pericolosità si ritiene che gli interventi siano tali da ridurre la vulnerabilità del sistema strutturale». I dubbi restano per via di alcune rilevanti problematiche sui rilievi. «I risultati delle sezioni georadar», dice il perito, «hanno permesso di ottenere una buona indentificazione dei micropali tranne che per le sezioni “spalla lato L’Aquila”. Su quest’ultimo tratto indagato, infatti, si è riscontrato un maggiore disturbo del segnale georadar che ha potuto mascherare la presenza di micropali. Poi la presenza di acqua nel letto del fiume non ha permesso un accesso completo agli elementi strutturali da indagare. Dal punto di vista cartografico il rilievo del manufatto e lo schema esecutivo dei micropali potrebbe non risultare sempre conforme al reale stato dei luoghi rimanendo una problematica non risolvibile all’atto del rilievo georadar».
Visto che la perizia è stata depositata in ritardo e le parti non ne hanno potuto prendere visione l’udienza di discussione è stata aggiornata ad altra data: 13 luglio.
Le difese, che hanno chiesto l’esame tecnico, contestano tutto. A cominciare dal fatto che i lavori sono costati meno di quanto preventivato per circa 170mila euro. Nel corso del procedimento gli indagati sono assistiti dagli avvocati Ferdinando Paone, Roberto Madama, Fabio Alessandroni, Massimo Carosi, Guglielmo Marconi, Angela Sollecchia, Antonio Milo, Stefano Rossi, Claudio Verini. (g.g.)
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