Ponti di aprile, luci e ombre Operatori divisi sui risultati

Pareri discordanti: chi parla di pienone e chi attacca sulla promozione carente
L’AQUILA. È un primo bilancio a due facce quello del turismo primaverile all’Aquila. Almeno a sentire due dei protagonisti del settore, lo storico albergatore Roberto Laglia, che offre un’immagine da “pienone” in città, e Giorgio Carissimi, operatore a sua volta, ma anche rappresentante di categoria della Cna, che invece parla di «camere vuote». E le impressioni sono discordanti anche sul prossimo futuro, con Carissimi che non lesina critiche alla gestione della promozione turistica da parte dell’amministrazione.
I PONTI DI APRILE
«I ponti turistici di aprile sono andati molto bene, con numeri ben oltre le aspettative. A Pasqua eravamo pieni al 100%, il 25 aprile tra l’80 e il 90%. Questo è anche grazie al ritorno dei gruppi di turisti, che l’anno scorso mancavano». Parola di Laglia, direttore di una struttura turistica all’esterno delle mura aquilane, l’hotel Federico II. Continua: «Pochissimi i turisti stranieri, ma abbiamo visto presenze da tutta Italia, con il gruppo più importante dal punto di vista numerico che veniva da Padova. Quelle di questo periodo sono comunque vacanze brevi, fino a tre notti. Sì, abbiamo avuto anche qualche pellegrino che ha deciso di venire in città per ricevere l’indulgenza, grazie all’Anno della Misericordia concessa da Papa Francesco a Collemaggio». Poi, sul caos cantieri che sta interessando il centro città: «Noi siamo fortunati perché non ne siamo direttamente interessati, ma è chiaro che qualche difficoltà l’ha creata alle strutture del centro storico, soprattutto per la carenza di parcheggi».
Proprio nel centro storico gestisce la sua struttura Carissimi, titolare dell’hotel L’Aquila. Che vede la situazione all’opposto di Laglia: «Le presenze sono state pochissime, sia a Pasqua sia per il 25 aprile. Solo il ristorante è andato meglio. Tra le cause c’è sicuramente il maltempo, che ha scoraggiato i turisti. Ma bisogna dire che non esiste un vero prodotto turistico, una promozione cittadina. Faccio un esempio: chi è a conoscenza che il 28 maggio verranno le Frecce Tricolori e che si esibiranno dall’aeroporto di Preturo? Perché non si sta pubblicizzando un evento di richiamo come questo?».
Quindi, sull’Anno della Misericordia: «Non vedo effetti diretti, almeno per quanto riguarda i pernottamenti in albergo. Il turismo religioso si sta infatti dimostrando “mordi e fuggi”: le persone vengono in giornata e la sera tornano a casa. E poi l’immagine della basilica di Collemaggio, senza ancora il prato, non è sicuramente delle migliori. In questo periodo ci salviamo grazie ai convegni e agli eventi particolari, come il giuramento degli allievi della Guardia di finanza, che venerdì e sabato riempirà le strutture di familiari in arrivo per l’occasione».
LA STAGIONE ESTIVA
Aggiunge Carissimi: «Per l’estate stiamo cercando di recuperare mettendo in campo una strategia di promozione: stiamo predisponendo le linee guida, è auspicabile un sostegno da parte del Comune. È nell’interesse di tutti. Ma al momento si spende troppo poco per la promozione turistica dell’Aquila». Poi, sull’estate alle porte: «Al momento abbiamo diversi gruppi prenotati, ma ci sono enormi dubbi, perché il turismo all’Aquila si sta dimostrando altalenante. Speriamo bene».
Per Laglia, invece, anche la stagione estiva mostra buone prospettive: «Le prenotazioni ci sono già e possiamo dire di avere il 50% delle camere sicuramente occupate tra maggio e giugno. Questo, nonostante storicamente L’Aquila abbia un turismo caratterizzato da prenotazioni “sotto data”. Infatti è ancora prematuro farsi un’idea di come potranno andare i mesi di luglio e di agosto. Quel che si può dire, però, è che se si continuerà così il 2023 mostrerà dati migliori dell’anno scorso e supererà i livelli antecedenti alla pandemia».
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