Ponti e muri a rischio nasce la task-force dell’emergenza

8 Novembre 2018

Lo prevede una determina comunale di Protezione civile per fronteggiare il degrado delle opere della viabilità

L’AQUILA. Una task force che sia in grado di intervenire in tempo reale per far fronte alle emergenze. È questo il senso di una determina comunale che porta la data del 5 novembre che ha per oggetto «l’accordo quadro relativo a interventi di protezione civile per la tutela della pubblica incolumità».
La determina nasce dal presupposto che nel territorio del Comune dell’Aquila vi è una diffusa situazione di degrado delle opere d’arte della viabilità, quali ponti, muri di sostegno, cordoli, cunette e quant’altro. Allo stesso modo risultano insistere sul territorio numerosi fabbricati fatiscenti, che necessitano di essere demoliti o di essere messi in sicurezza. «È necessario dotarsi di uno strumento», si legge nell’atto, «che permetta di eseguire in modo celere ed efficiente tutti gli interventi imprevedibili e urgenti di manutenzione degli edifici pubblici e privati a rischio crollo, nonché delle opere d’arte stradali quali ponti, muri di sostegno e altro. Inoltre gli interventi suddetti devono essere garantiti in tempi brevi onde diminuire l’esposizione al rischio della popolazione e la chiusura delle strade interessate. L’esecuzione di tali lavori comporta l’impiego di particolari mezzi operativi nonché di manodopera specializzata nei diversi tipi di lavorazione. La tempestività degli interventi non può essere garantita se per ogni intervento è necessario procedere con un’apposita procedura di gara. Si ritiene quindi opportuno ricorrere all’istituto dell’accordo quadro, con un operatore, di durata annuale. L’utilizzo di detta forma contrattuale, caratterizzata dall’affidamento di interventi non predeterminati nel numero, ma che si rendono necessari di volta in volta per tutta la durata del rapporto contrattuale».
«Gli interventi affidati con il succitato strumento», prosegue la nota, «non risultano esattamente individuati sotto l’aspetto tecnico ed economico ma soltanto definiti, a livello generale, in relazione alla tipologia dei lavori da eseguirsi e, pertanto, dovranno essere definiti in fase di esecuzione e del contratto sulla base delle necessità del Comune. Le principali lavorazioni, considerata la difficoltà di previsione e di individuazione delle stesse, possono riassumersi in: recinzioni di aree urbane interessate da possibili crolli di edifici o parti di essi minaccianti rovina; eliminazione delle parti pericolanti di edifici, mediante interventi di spicconatura di intonaci, ammalorati, rimozione di tegole in bilico, cucitura con malta cementizie di lesioni; demolizione parziale o totale di edifici pericolanti da eseguire con mezzo meccanico o anche a mano a qualsiasi altezza; puntellamento di fabbricati e muri pericolanti; lavori di edilizia, comprensivi degli interventi di riparazione; spalamento, carico su mezzo di trasporto e trasporto di detriti di demolizioni; formazione di massetto in conglomerato cementizio semplice o con rete elettrosaldata delle aree di risulta delle demolizioni a protezione dei fabbricati limitrofi; interventi di manutenzione, demolizione, riparazione, consolidamento o ricostruzione di opere d’arte stradale; interventi per il ripristino della funzionalità di condotte fognarie, caditoie stradali, pozzetti otturati». L’affidamento dei lavori sarà per un anno e la cifra prevista è di 40mila euro che è parte (in determina si parla di primo lotto) di una somma complessiva che il Comune (con determina del 2016) ha a disposizione e che ammonta a 500mila euro.
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