Porta Barete, il Comune tira dritto

4 Febbraio 2018

Il sindaco Biondi: «Sull’area c’è il vincolo della Soprintendenza che vieta di costruire, non possono esserci ripensamenti»

L’AQUILA. Il Comune andrà avanti sul progetto che prevede la riscoperta dell’antica Porta Barete (o meglio dell’antiporta) e il “ridisegno” dell’ingresso Ovest della città (dove oggi ci sono via Vicentini e il ponte di via Roma). A confermarlo è il sindaco Pierluigi Biondi, il quale sottolinea che «sull’area di Porta Barete c’è un vincolo di inedificabilità posto dalla Soprintendenza e quindi non ci possono essere ripensamenti di sorta».
Il vincolo fu duramente contestato dagli inquilini della palazzina 207 (oggi demolita, e che si trovava a sinistra subito dopo l’arco di Santa Croce), i quali fecero ricorso al Tar ottenendo anche una prima parziale vittoria, ma poi il vincolo fu nuovamente apposto e il Consiglio di Stato, circa un anno fa, ha dato definitivamente il via libera al progetto del Comune.
Attualmente davanti al Tribunale amministrativo pende un altro procedimento avviato su ricorso di un imprenditore privato che opera nella zona e che teme una penalizzazione delle sue attività commerciali se il progetto venisse realizzato così come previsto. La palazzina 207, quindi, non potrà essere ricostruita dov’era.
«Con gli inquilini ho fatto già delle riunioni», sottolinea il primo cittadino. «Per loro ci sono quattro soluzioni che abbiamo già prospettato: la permuta, l’acquisto dell’abitazione equivalente, la riedificazione nell’area di Villa Gioia – sito delle ex Magistrali – con premio di cubatura, l’indennizzo sulla base di una stima riferita ai valori 2009. Tra l’altro, abbiamo un parere dell’Avvocatura dello Stato che consente di risarcire tecnico e impresa per i lavori fatti finora».
Infatti l’ipotesi Porta Barete spunta alla fine del 2013 quando il 207 aveva già ottenuto i fondi per ricostruire. «Se gli inquilini», continua Biondi, «vogliono optare per le prime due soluzioni – permuta ed edificio equivalente – possono avere casa anche domani mattina, e questo lo abbiamo detto più volte, il problema è che alcuni vorrebbero ricomprare casa fuori dal comune dell’Aquila, cosa che come noto non è più possibile e tornare indietro non mi sembra praticabile». Questo sul fronte del condominio 207.
Ma nell’area di Porta Barete-Santa Croce c’erano altre cinque palazzine. Ne verranno ricostruite solo tre. Ad esempio, l’edificio 33 sarà rifatto al posto del 31 nel quale – dopo permute e case equivalenti – non c’è rimasto nessuno, ma il 31 deve essere ancora demolito e tra l’altro è anche pericolante.
Nei giorni scorsi l’assessore Luigi D’Eramo ha convocato un incontro operativo alla presenza di tecnici comunali e dell’ufficio speciale per dare un’accelerata alle pratiche. L’amministrazione punta a chiudere in tempi ragionevoli tutta la questione delle aree a breve (Santa Croce era una di queste) che nel tempo , paradossalmente, sono diventate aree a lunghissimo termine.
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