Post-sisma, Comune subissato di cause

27 Febbraio 2019

Si va dalle richieste di parcelle non pagate, a controversie per fondi mai dati o sospesi compresa l’autonoma sistemazione

L’AQUILA. Uno degli effetti collaterali della ricostruzione e di tutta la galassia del post-sisma è di generare un contenzioso per il Comune tra Tar e tribunale dalla voluminosità insospettata. Non c’è contesto connesso ai restauri che non dia lavoro all’ufficio legale dell’ente cui viene dato mandato di opporsi. Tra le più disparate richieste maggiormente recenti c’è quella presentata dal rappresentante del consorzio di Palazzo Antonelli, Luca Meogrossi il quale chiede un compenso aggiuntivo di 70mila euro.
C’è poi una sentenza del Tar che ha disposto il pagamento a favore di un commissario ad acta, l’architetto Antonio Alberto Clemente, per via del suo lavoro svolto.
Ma il Comune si oppone e si va in giudizio. Sempre in tema di ricostruzione spunta un ricorso presentato al Tar da Alberto Paolini ai fini della dichiarazione di illegittimità del “silenzio” alla richiesta di contributo per la riparazione e miglioramento sismico dell’aggregato denominato “Cipolla Paolini”.
Ancora una causa presentata da quattro componenti della famiglia Giuliani e da Francesco Bianchi che hanno impugnato, allo scopo di ottenerne l’annullamento, un parere dell’Usra per il quale è stata rigettata la richiesta di contributo per la ricostruzione di un immobile in via Tancredi da Pentima in località Rivera. Convenuto principale è l’Usra, ma il Comune ha interesse a dire la sua in quanto ente erogatore: per cui è stata autorizzata la scelta di stare in giudizio.
Nella ricca casistica c’è anche l’autorizzazione a resistere al ricorso presentato da un noto ex sindacalista, Alfredo Montesanti. Egli ha proposto un’impugnazione contro la decisione dell’ente di interrompere l’erogazione del contributo di autonoma sistemazione chiedendo anche la condanna dell’ente locale al pagamento di 30mila euro.
Una controversia civile ha portato il Comune dell’Aquila, in questo caso come attore, addirittura davanti al giudice di Castrovillari, Foro scelto per complesse regole di competenza. Infatti, la signora Maria Domenica Bonamassa ha impugnato una sentenza che l’ha vista soccombente in una causa contro il Comune per una somma contenuta.
Ultima, ma non per rilievo, un’opposizione a un decreto ingiuntivo di oltre 50mila euro da parte di un professionista per alcune prestazioni professionali fornite al Comune per lavori di messa in sicurezza di un palazzo danneggiato gravemente dal terremoto del 2009. Alla somma indicata si vanno ad aggiungere anche gli interessi e le spese di procedura monitoria. Per cui il debito cresce ancora.
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