Post-sisma, Di Benedetto contro Bertolaso

L’ex capo della Protezione civile: «Gli altri si fanno belli del nostro lavoro». La replica: sfogo fuori luogo
L'AQUILA. Uno sfogo «fuori luogo», un'intervista in alcuni passaggi «poco rispettosa proprio del dolore che è ancora presente in tutti noi». Con queste parole Americo Di Benedetto bolla l'intervento dell'ex capo del dipartimento di Protezione civile all'epoca del sisma dell'Aquila, Guido Bertolaso, che rilasciando una lunga intervista all'emittente televisiva locale Laq tv ripercorre la vicenda del post-sisma in cui lui e il dipartimento nazionale che dirigeva sono stati protagonisti. Bertolaso ha colto l'occasione per togliersi diversi sassolini dalle scarpe, rivendicando il lavoro «riconosciuto anche all'estero» fatto all'Aquila, dove la classe dirigente dal momento del passaggio di consegne dalla gestione commissariale a quella «normale», quindi locale, avvenuta alla fine del gennaio 2010, «ha dimenticato tutto ciò che è stato fatto prima, ha cambiato canale». Salvo, però, correre a «farsi belli» quando c'era da inaugurare una scuola o prendersi qualche merito. L'ex capo della Protezione civile è intervenuto anche sul processo Grandi Rischi e Grandi rischi bis che lo ha visto indagato. «Mi hanno accusato di non aver saputo prevedere il terremoto, a me che ho girato l'Italia per dire che i terremoti non si possono prevedere». E qui il passaggio al quale si riferisce Di Benedetto: «Ho sopportato le accuse in silenzio», ha detto, «perché quando ti ritrovi davanti a padri, madri, fratelli e figli che hanno perso la vita in quella tragedia, «ti appigli a qualsiasi cosa per trovare una motivazione ed è giusto che cerchi un responsabile. Ed è giusto che la magistratura se ne occupi. Ma, poi, la magistratura ha emesso dei verdetti, per la Grandi Rischi ci sono stati tre livelli di giudizio» ma ha lasciato «una parte di responsabilità a un personaggio straordinario che è Bernardo De Bernardinis (ex vice di Bertolaso), funzionario dello Stato esemplare. La sua è una condanna imbarazzante anche per i magistrati della Cassazione», ha chiosato Bertolaso. L'ex capo della Protezione civile ha citato un editoriale dell'ex direttore del Centro, Luigi Vicinanza, in cui quest'ultimo poneva l'interrogativo sulla capacità della classe amministrativa locale di gestire la difficile fase due del post-sisma aquilano. «Ogni volta che si parla del tragico terremoto che ci ha colpiti e di quanto accaduto in questi otto anni all’Aquila», ha scritto Di Benedetto, «bisognerebbe usare il massimo rispetto per continuare a onorare la memoria dei nostri martiri».
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