Post-sisma, l’incubo dei contributi
I ritardi nell’erogazione rischiano di penalizzare due volte gli sfollati
L’AQUILA. Senza casa da sei anni causa terremoto, ora alcune famiglie di sfollati aquilani, spesso costretti a emigrare altrove in cerca di una sistemazione temporanea, rischiano di essere penalizzate due volte. Il ritardo nell’erogazione dei contributi – in special modo quelli del cosiddetto decimo elenco, pubblicato nel mese di agosto del 2014 ma in realtà mai arrivato a finanziamento – potrebbe far perdere anche la caparra data da coloro i quali hanno optato per la sostituzione edilizia scegliendo un’abitazione nuova e impegnando somme di denaro in attesa dell’arrivo del contributo pubblico. Soldi veri quelli tirati fuori dai cittadini, soldi virtuali quelli promessi dalla pubblica amministrazione, pur a fronte di un elenco di progetti ammessi a contributo dopo un complesso iter burocratico. Si tratta delle risorse che si sono fermate al ministero dell’Economia e delle finanze, i famigerati 200 milioni per i quali il sindaco ha fatto più volte la spola con Roma per cercare di sbloccare la situazione di impasse.
Il tempo trascorso dalla pubblicazione del via libera alle pratiche di ricostruzione ora sta diventando un incubo. Il Comune ha ricevuto alcune raccomandate nelle quali i cittadini che rischiano di perdere anche la caparra per le case sostitutive da acquistare minacciano di chiedere i danni. Della vicenda è informato anche l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano che ha assicurato più volte il suo interessamento per superare lo stallo. Ma il tempo stringe.

