Post-sisma, Lolli a Conte: «Più addetti per le pratiche»

18 Gennaio 2019

Il presidente vicario della Regione ha incontrato il premier sulle priorità Sollecitata anche una semplificazione delle procedure per accelerare i lavori

L’AQUILA. Più personale per stare al passo con il numero di pratiche, soprattutto della ricostruzione leggera, che stanno arrivando e un modello differente di ricostruzione “dato che quello attuale, non è il migliore possibile”. Il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, ha incontrato ieri, a Roma, insieme ai presidenti di Lazio, Marche e Umbria, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il sottosegretario alla ricostruzione, Vito Crimi. Sul tavolo una discussione ad ampio raggio sul sisma Centro Italia. «Un confronto che avevamo chiesto da molto tempo», dichiara Lolli, «e che posso definire proficuo, rispetto agli impegni presi e alle aperture da parte del governo». Ad accompagnare Lolli, a Roma, anche Antonio Iovino, capo della Protezione civile abruzzese e Vincenzo Rivera, direttore dell’Ufficio speciale della ricostruzione. Tre le questioni poste al premier Conte: la governance del sisma Centro Italia, la necessità di un incremento del personale e una semplificazione delle procedure burocratiche. «Il ruolo centrale di controllo spetta ai sindaci e alle Regioni», ha fatto notare Lolli, «mentre, nel decreto Genova, il governo è andato nella direzione opposta togliendo potere decisionale alle Regioni, per accentrarlo a livello statale. Un modello sbagliato: va responsabilizzato il territorio». Si è parlato anche di personale e pratiche. L’Abruzzo può contare su una trentina di dipendenti all’Ufficio speciale per la ricostruzione e 26 nei comuni. «Un numero bassissimo, assolutamente insufficiente rispetto alle pratiche che cominciano ad arrivare, soprattutto quelle della “ricostruzione leggera”, di tipo B». Poi, c’è il nodo della burocrazia «che rallenta il passo della ricostruzione». Per Lolli «occorre una semplificazione delle procedure, sul modello del ponte di Genova, mentre il sisma Centro Italia è rimasto arroccato al vecchio modello. I fondi ci sono, ma non si sa come spenderli, proprio a causa di una burocrazia che tira il freno». Lolli si è detto «soddisfatto dell’impegno preso dal presidente del Consiglio, che sul personale ha assicurato risposte rapide, dimostrando apertura al dialogo anche sulle normative inerenti al sisma Centro Italia. E su questo, manterremo un dialogo costante con Crimi». Polemico, invece, l’intervento dell’onorevole Stefania Pezzopane. «Il Conte che oggi dice di voler lavorare fianco a fianco con i governatori per la ricostruzione», ha affermato, «solo un mese fa ha tolto agli stessi governatori molti poteri sulla gestione del terremoto. Le spiegazioni possibili sono due. O mente. O ha capito di aver sbagliato». (m.p.)
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