Post-sisma, nuove regole per accelerare

21 Luglio 2020

Incontro con Legnini, Curcio e i dirigenti degli uffici speciali: procedure snelle a sostegno dei crateri 2009, 2016 e 2017

FOSSA. L’obiettivo è quello di arrivare in tempi brevi alla tanto sospirata “governance stabile” sulle ricostruzioni post-catastrofi. Per semplificare: subito dopo l’evento distruttivo, tutti (dai privati ai vari livelli istituzionali) devono sapere cosa fare. È chiaro che la Protezione civile deve occuparsi dei primi soccorsi, ma appena si comincia a parlare di ripartenza servono norme e modalità di azione che devono valere una volta per sempre. Anche di questo si è parlato a Fossa, nella sala polifunzionale del Comune – a fianco alla sede dell’ufficio speciale per i Comuni del cratere – in quello che è stato definito un incontro tecnico e al quale hanno partecipato tutti coloro che, sul campo, si stanno occupando della ricostruzione post-terremoti del 2009, 2016 e 2017 che hanno interessato L’Aquila e il Centro Italia. C’erano il capo dipartimento “Casa Italia” della Presidenza del Consiglio Fabrizio Curcio, il Commissario per il sisma 2016-2017 Giovanni Legnini e i titolari degli uffici speciali Raffaello Fico per l’Usrc (comuni del cratere), Salvo Provenzano per l’Usra (L’Aquila) e Vincenzo Rivera per l’Ufficio speciale sismi 2016-2017.
CURCIO E LE SCUOLE. L’incontro è stato aperto da Curcio che da quando è in carica ha inaugurato una serie di incontri sul territorio (come anche Legnini) proprio per verificare e analizzare le problematiche che hanno frenato e non di poco la rinascita. Curcio ha parlato, fra l’altro, delle scuole da ricostruire e di come il cambio di “metodologia” stia già dando risultati positivi.
LEGNINI. Legnini ha sottolineato che il recente decreto semplificazioni, nelle norme che si riferiscono ai terremoti, fornisce risposte importanti in termini di snellimento delle procedure. «Vi è ormai a ogni livello», ha detto Legnini, «una maggiore consapevolezza sul fatto che le ricostruzioni bisogna farle non solo per assolvere a un dovere – e per quanto riguarda il 2016 accelerare e recuperare i ritardi – ma devono diventare una leva straordinaria per la ripresa economica e sociale dei territori colpiti, puntando ad affermare un modello di sviluppo diverso nel mentre si ricostruisce. Siamo solo agli inizi, intendiamoci, ma incontrarci, come in questa circostanza, mettere a confronto esperienze come quelle del 2009 e del 2016, valorizzare le buone prassi e soprattutto costruire una visione sul futuro delle aree colpite, è una novità importante nel post-Covid». Legnini ha sottolineato che il recente decreto semplificazioni si occupa anche delle conformità urbanistiche (cioè la corrispondenza tra lo stato di fatto e il titolo edilizio con cui il Comune ha autorizzato la costruzione e le successive ristrutturazioni e ampliamenti di un immobile) che tanti ritardi stanno provocando soprattutto nei centri storici dove spesso è difficile fare, con le “carte” ufficiali, la storia di un immobile. Legnini ha anche annunciato che giovedì è previsto un incontro a Roma, alla presidenza del Consiglio, per definire ulteriori interventi. «Una volta definito il quadro normativo», ha sottolineato il commissario, «bisognerà passare all’azione sperando che l’emergenza sanitaria venga superata al più presto. Mi auguro che settembre e ottobre possano segnare la vera inversione di tendenza per andare spediti».
PERSONALE. Sia Legnini che Curcio hanno messo in rilievo la necessità di stabilizzare il personale precario che lavora da anni nella ricostruzione e questo non solo in funzione dei terremoti più recenti, ma anche per il futuro. «Non si può», è stato detto, «rinunciare a professionalità formate sul campo e che possono essere utili negli anni a venire». Pure questo aspetto va nella direzione di creare una struttura che grazie, alle norme “unificate” e alle competenze maturate sia in grado di mettersi subito al lavoro nel post-catastrofe.
PIATTAFORME INFORMATICHE. La questione delle piattaforme informatiche, fra i punti dell’incontro di ieri, non è solo tecnica. Il Covid, accelerando il ricorso allo smart-working, ha reso ancora più necessario uniformare gli iter delle pratiche. «Non è possibile», ha detto Curcio, «che un tecnico debba usare una procedura per il 2009 e una per il 2016 soprattutto quando c’è una sovrapposizione come per i Comuni dell’Alta Valle Aterno».
GOVERNANCE STABILE. Legnini infine ha affermato che confronti come quello di ieri sono “prove” di quella che si auspica sarà presto una solida “governance”. Il che, come ha ribadito pure Curcio, non significa imporre dall’alto le scelte. Il responsabile di Casa Italia ai sindaci presenti (in particolare ai coordinatori) ha detto che il dialogo col territorio è fondamentale in una cornice che però deve essere chiara per tutti. Semplificando: regia unica e tanti attori, ben formati e capaci, per realizzare un “film” con, si spera, un lieto fine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA