Post-terremoto, riemerge la storia: scoperte nella piazza della movida

Trovata una piccola statua di un guerriero armato e barbuto, per gli esperti raffigura San Cristoforo Rinvenute anche sepolture medievali senza corredo. Ma il cantiere va avanti, la chiusura in estate
L’AQUILA. Una statua in pietra bianca, alta circa 37 centimetri, rappresentante un guerriero armato e barbuto. È il ritrovamento venuto alla luce durante i saggi di archeologia preventiva necessari a permettere i lavori di riqualificazione di piazza Chiarino, la piazza della movida. Gli scavi hanno anche fatto riemergere sepolture senza corredo e alcuni reperti di pietre e laterizi provenienti con ogni probabilità dalla scomparsa chiesa dei Santi Giustino e Martino. Il ritrovamento è avvenuto a ottobre ma la notizia è stata ufficializzata solo in queste ore. I lavori in piazza Chiarino non hanno subìto particolari rallentamenti, come precisa il vicesindaco Raffaele Daniele. La chiusura del cantiere è prevista in estate.
SAN CRISTOFORO
Gli esperti della Soprintendenza ancora non sono in grado di dare certezze sull’identità del soggetto raffigurato dalla statua di epoca medievale rinvenuta nelle scorse settimane. L’ipotesi al momento più accreditata, tuttavia, è quella relativa a San Cristoforo. «Potrebbe trattarsi della raffigurazione di un nobile o, più probabilmente, di San Cristoforo, caratterizzato – secondo la consuetudine iconografica – dalla folta barba e dai lineamenti del viso marcati» spiega in una nota la Soprintendenza guidata da Cristina Collettini, «inoltre, la figura indossa un gonnellino a pieghe con vistosa cintura, alla quale è appesa una spada. Il mantello è legato al collo e sulla spalla sinistra poggia un elemento che sembra cingere le spalle del guerriero con l’estremità inferiore caratterizzata da un elaborato panneggio, mentre quella superiore purtroppo è mutila». L’ ipotesi che possa trattarsi del santo guerriero romano che tentò di convertire i suoi commilitoni e pertanto venne martirizzato, sembra la più valida anche perché «San Cristoforo è sempre raffigurato come un gigante, che trasporta sulle sue enormi spalle Gesù bambino (l’elemento oggi purtroppo lacunoso, che però certamente indossava una tunica come si intuisce dalla presenza del panneggio), il quale a sua volta sorregge il mondo simboleggiato da un globo».
LA CHIESA SCOMPARSA
Il culto per il “portatore di Cristo” (da cui il soprannome di etimologia greca “Cristoforo”), fu d’altronde assai diffuso in territorio abruzzese. Un dipinto dell’ambito di Francesco di Paolo da Montereale è ancora oggi visibile nel cuore del centro storico dell’Aquila, all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele e via Leosini, non molto lontano da piazza Chiarino dove, fino al 1931, anno della sua demolizione, insisteva la chiesa dedicata ai Santi Giustino e Martino. «Quasi certamente la statuetta rinvenuta qualche settimana fa proviene da quest’edificio», continua la nota, «testimoniando ancora una volta la devozione degli aquilani per uno dei quattordici santi ausiliatori (“che recano aiuto”) particolarmente invocati in occasione di calamità naturali o per la protezione da gravi pericoli». La chiesa dei Santi Giustino e Martino, nel rione Santa Maria, fu la prima chiesa ufficiale di questo rione, costruita dai castellani di borgo San Giustino di Paganica nel XIII secolo. Con l’erezione intorno al 1308 della chiesa di Santa Maria Paganica, la chiesa perse il suo ruolo centrale. Fu abbattuta per realizzare piazza Chiarino.
LE SEPOLTURE
«Il patrocinio di San Cristoforo era invocato soprattutto durante le epidemie di peste, spesso ricorrenti all’Aquila nei primi secoli della sua storia» conclude la Soprintendenza, «anche le sepolture rinvenute, così come le labili tracce di fondazioni, sono da mettere in relazione con la preesistente chiesa».

