Posta consegnata in ritardo proteste per i disservizi

Sotto accusa il nuovo sistema di smistamento e consegna della corrispondenza Di Pirro (Prc): «Enormi disagi tra i residenti dei comuni dell’Alto Sangro»
PESCASSEROLI. Riesplodono le proteste in molti comuni dell’Alto Sangro per i disagi causati dalle Poste. I residenti denunciano ritardi nella consegna della corrispondenza e dei pacchi, sottolineando che alcuni utenti hanno subito anche danni di notevole rilievo per esser stati costretti ad effettuare pagamenti oltre il termine consentito. Addirittura alcuni cittadini hanno visto recapitare al proprio domicilio bollette già scadute a causa della ridotta frequenza nella consegna della posta. «Le rassicurazioni fornite lo scorso mese di luglio dai dirigenti delle Poste Abruzzo sul sicuro funzionamento del nuovo sistema di smistamento e di consegna della corrispondenza», commenta Silvano Di Pirro, segretario della Federazione provinciale del Partito della Rifondazione comunista, «sono puntualmente disattese da un disservizio di consegna posta e causano enormi disagi tra i residenti dell’Alto Sangro. Certamente è la nuova organizzazione sulla consegna che non funziona nonostante l’impegno dei postini e del personale degli uffici postali. Ma ora è il momento di dire basta a questi ripetuti disservizi delle Poste».
Ritardi nella consegna delle lettere e delle bollette che spesso causano interruzioni alle forniture domestiche, quali energia elettrica, gas e telefono, lasciando i cittadini in condizioni di completo abbandono soprattutto nel caso di anziani e persone sole in casa.
«È questa una situazione che non può essere più tollerata», aggiunge Di Pirro, «e visto e acclarato che il nuovo sistema di smistamento e di consegna, dopo mesi di prova e di sperimentazione, non funziona si ritorni al vecchio modo di operare che ha sempre garantito efficienza e puntualità del servizio postale. I paesi delle aree interne che già vivono e subiscono condizioni di sofferenza e di disagio non possono essere maltrattati e umiliati in questo modo, nell’indifferenza generale».
Per tanti cittadini le ragioni di questi “disservizi” sarebbero riconducibili alle progressive e significative riduzioni dei passaggi in una logica generale di razionalizzazione della spesa, con il numero dei portalettere impiegato sul territorio sceso di quasi il 50 per cento.
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