Posti di lavoro, botta e risposta Cgil-My Suite
Sindacato va dal giudice: «Occupazione a rischio». La proprietà dell’hotel: «È falso, denunciamo»
L’AQUILA. «Licenziamenti in vista: andiamo dal giudice del lavoro». «Tutto falso: nessun posto a rischio. Ora denunciamo». Botta e risposta tra Filcams-Cgil e proprietà dell’hotel My Suite con due documenti a distanza di poche ore. Eccone una sintesi. «Nell’anno in cui la città dell’Aquila è stata designata capitale italiana della cultura, con significative ricadute sulle attività turistiche, il noto gruppo operante nel settore delle strutture ricettizie e della ristorazione facente capo all’imprenditore aquilano Tomei ha avviato una riorganizzazione delle proprie aziende che prevede il licenziamento di tutte le lavoratrici addette al riassetto delle camere dei propri alberghi», scrive il sindacalista Andrea Frasca. «Il personale addetto alle camere di My Suite e Compagnia del Viaggiatore è stato informato, ad aprile, che a breve saranno cessati i rapporti di lavoro. Un pessimo segnale per il settore e che preoccupa il sindacato. Le lavoratrici, da anni impiegate nelle due importanti strutture, sono state convocate, senza alcun preventivo confronto con la Cgil, per essere informate della prossima perdita del loro posto. Siamo stati informati direttamente dalle lavoratrici, che si sono avvicinate al sindacato in ansia per il loro futuro, e abbiamo ritenuto necessario intervenire con la massima urgenza».
A stretto giro la replica di Roberto Tomei, My Suite srl e Ro&Ro srl tramite l’avvocato Ubaldo Lopardi. «Le nostre attività costituiscono una delle poche solide realtà imprenditoriali della città; non hanno e non hanno avuto negli ultimi anni contenziosi con sindacati e/o dipendenti. È sotto gli occhi di tutti che Hotel My Suite, Hotel La Compagnia del Viaggiatore e Spapizar hanno, nel corso degli anni, sempre incrementato la propria attività dando lavoro a numerosi dipendenti. Non è stata avviata alcuna riorganizzazione aziendale che preveda il licenziamento delle lavoratrici addette al riassetto delle camere. È stato comunicato loro che vi era la volontà di valutare la possibilità di esternalizzare il servizio di pulizia delle camere. In quella sede veniva comunicato che le aziende avrebbero proceduto all’esternalizzazione solo ove i diritti dei dipendenti fossero rimasti immutati. Mai comunicata la volontà di procedere alla cessazione dei rapporti di lavoro: l’esternalizzazione non è stata attuata. Mai fatti firmare ai dipendenti documenti di rinuncia a pretese economiche e/o diritti. Nessuna procedura di licenziamento è stata intrapresa».

