Posti letto Covid verso la saturazione

8 Febbraio 2021

Occupati 67 su 98, l’arrivo di 40 pazienti dal Pescarese ha costretto i medici dell’ospedale aquilano a rimodulare l’assetto

L’AQUILA. «Abbiamo messo a punto una strategia flessibile, che ci permette di riaprire posti letto in caso di necessità». I reparti Covid dell’ospedale San Salvatore sono pronti ad affrontare nuovi ricoveri, come conferma il primario di Malattie Infettive Alessandro Grimaldi (nella foto) dopo l’arrivo all’Aquila di ben 40 pazienti provenienti dalla costa. Gli attuali posti destinati ai malati Covid sono in gran parte occupati – 67 su 98 disponibili – e con ulteriori 10 richieste. Ma l’ospedale aquilano può attivarne fino a 120/140: «Vista la “calma relativa”, rispetto alla diffusione del virus nel territorio aquilano», spiega Grimaldi, «nel nostro reparto abbiamo lasciato un’ala Covid con 10 posti letto quasi sempre occupati e i restanti sono tornati alle altre malattie infettive, che non possono essere trascurate. Ma ci siamo dati un’organizzazione flessibile, che permette a ciascun reparto di potenziare l’ala Covid in caso di emergenza. Attualmente abbiamo più casi di importazione, dall’Aquilano non stanno arrivando pazienti».
I NUMERI. Al San Salvatore la situazione sul fronte coronavirus è la seguente: 10 posti su 10 occupati a Malattie Infettive; 11 su 12 al G8 del primario Franco Marinangeli; 19 su 26 alla Pneumologia del primario Paolo Carducci; 27 su 50 alla Medicina Covid del primario Davide Grassi, con 10 richieste già pervenute. Inoltre, dalla costa, sono stati trasferiti anche alcuni senzatetto, che non potranno essere dimessi e andranno a occupare la lungodegenza. Ieri in città si sono registrati 5 nuovi casi, 1 a Poggio Picenze, 49 in tutta la provincia. La speranza è che tra due settimane non si vedano le conseguenze del primo weekend in zona gialla, in cui non sono mancati assembramenti e gente in giro senza mascherina.
IL GIALLO. «La zona gialla funziona se le persone si autodisciplinano e continuano a seguire le misure restrittive di prevenzione», aggiunge Grimaldi, «altrimenti si vanificano gli sforzi fatti finora e ci rimettono tutti, compresi gli operatori commerciali che hanno bisogno di una boccata d’ossigeno. Spero che i cittadini dimostrino la responsabilità che occorre in questa delicatissima fase della pandemia». Grimaldi fa parte del Comitato tecnico scientifico della Regione Abruzzo, che ha sostenuto la chiusura delle scuole superiori per i prossimi 15 giorni: «Non possiamo inseguire l’indice Rt», sottolinea il primario di Malattie Infettive, «ma dobbiamo seguire la curva di crescita dei contagi e stare attenti a quella. Il freno va tirato subito, non quando è troppo tardi. Lo abbiamo sperimentato la scorsa stagione, quando è stato il nostro territorio a essere colpito in maniera pesantissima dalla seconda ondata».
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