Posti vacanti, timori per la procura

10 Gennaio 2021

Tirabassi (Ordine avvocati): il ministero provveda a conservare i livelli di efficienza

SULMONA. Magistrati e funzionari vanno in pensione ma non vengono rimpiazzati. Una situazione che complica il lavoro dell’ufficio inchieste del tribunale di Sulmona e preoccupa non poco per i possibili risvolti che potrebbero celarsi dietro al comportamento del ministero della Giustizia.
Perplessità e preoccupazioni che il presidente dell’Ordine forense peligno, Luca Tirabassi, esprime chiaramente all’indomani dell’uscita di scena dello storico sostituto procuratore Aura Scarsella e di tre funzionari della procura.
«Nel porgere un caro saluto e un doveroso ringraziamento alla dottoressa Scarsella, nonché ai funzionari Teresa Cavaliere, Guerino Mangiarelli e Marilena Tucci, per il lungo e prezioso lavoro svolto nella procura della Repubblica di Sulmona, non posso non esprimere, al contempo, motivi di preoccupazione per le scoperture determinatesi in seno all’organico di magistratura e personale amministrativo, auspicando fermamente che il ministero di Giustizia provveda, con la stessa sollecitudine con cui ha accolto la domanda di pensione del magistrato, alla integrale copertura dei posti vacanti», afferma Tirabassi, «è necessario, infatti, che gli uffici della procura, cosi come quelli del tribunale, conservino i livelli di efficienza dimostrati anche durante la recente e perdurante emergenza sanitaria. Proprio la pandemia Covid 19, del resto, ha ribadito, ove ve ne fosse bisogno, la ineludibile esigenza di mantenere, quanto più accessibili e funzionanti, i servizi pubblici essenziali, come sanità, istruzione e giustizia. In tal senso, rinnovo l’invito a tutte le forze politiche e parlamentari, di governo ma anche di opposizione», aggiunge il presidente degli avvocati peligni, «a serrare le fila e compiere ogni sforzo, nel prioritario interesse dei cittadini, per scongiurare la programmata chiusura, a settembre 2022, dei tribunali sub provinciali di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto». In tale prospettiva, Tirabassi fa sua la proposta formulata al governo dallo stesso Consiglio nazionale forense nei giorni scorsi, ovvero attingere dalle risorse del Recovery fund per operare una revisione della riforma della geografia giudiziaria del 2013, in linea con quanto già emerso nei lavori dell’intergruppo parlamentare istituito a suo tempo su impulso del ministro Alfonso Bonafede, allo scopo di tornare a valorizzare la giustizia di prossimità. «Senza dimenticare», conclude Tirabassi, «la proposta di legge, elaborata dal consiglio regionale, volta a garantire la salvaguardia di tutti i tribunali abruzzesi, con l’impegno a pagarne le spese di gestione. Confido che tale primo obiettivo venga perseguito e conseguito, con apposito emendamento di proroga della data di soppressione, in sede di conversione del decreto Milleproroghe». (c.l.)