«Potenzieremo le strutture giudiziarie»

Chiavaroli assicura investimenti per il tribunale, il carcere e la scuola di polizia penitenziaria
SULMONA. Si apre uno spiraglio per il tribunale di Sulmona che sarebbe al centro di un importante progetto da parte del ministero della Giustizia. Ad annunciarlo è la sottosegretaria Federica Chiavaroli, la quale – intervenendo l’altro giorno all’inaugurazione dello Spazio Pingue – ha spiegato che «il ministero della Giustizia non lascerà sola Sulmona ma avvierà importanti progetti di potenziamento di tutte le strutture giudiziarie presenti sul territorio peligno». Per il momento non ha voluto rivelare i particolari dell’operazione, limitandosi a dire che si tratta di un investimento importante che scongiurerebbe la chiusura del tribunale, inizialmente prevista per il prossimo anno e poi slittata a settembre del 2020 grazie alla proroga concessa dal Ministero. Qualcosa in più invece la sottosegretaria Chiavaroli l’ha detta sui progetti che interessano le altre due importanti strutture giudiziarie presenti in città: il supercarcere di via Lamaccio e la scuola penitenziaria di Fonte d’Amore.
«In questa città il ministero di Grazia e Giustizia ha tre strutture: il carcere, la scuola di polizia penitenziaria e il tribunale. Presìdi importanti per Sulmona e il centro Abruzzo e siamo impegnati perché tutte e tre abbiano un futuro. Per il carcere di via Lamaccio è previsto un consistente ampliamento, con l’arrivo di nuovo personale già entro dicembre, mentre per la scuola di polizia penitenziaria faremo un investimento importante, perché saranno ristrutturati e potenziati gli impianti sportivi che verranno poi messi a disposizione dell’intera città».
Il nuovo padiglione del carcere, che dovrebbe essere inaugurato agli inizi del 2019, ospiterà 200 detenuti in più rispetto agli attuali circa 500. L’importo dei lavori è di circa 11 milioni di euro su una base d’asta di 15.610.904 euro. La nuova ala, che ospiterà detenuti ad alto indice di sicurezza, sarà realizzata prevede spazi più ampi per la popolazione detenuta, rispetto a quelli finora disponibili. Dal sindacato, però, arrivano richieste di fatti concreti e non solo di promesse poi puntualmente disattese. Il riferimento è soprattutto al personale che sta vivendo una situazione drammatica.
«L’età media degli agenti di polizia penitenziaria in servizio a Sulmona è di 50 anni», afferma il segretario generale territoriale della Uil Penitenziari, Mauro Nardella, «di sacrifici ne sono stati chiesti troppi e non vogliamo altre prese in giro. La sottosegretaria Chiavaroli ha detto cose importanti, speriamo solo che riesca a mantenere l’impegno preso». (c.l.)
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