Powercrop, scatta il ricorso contro la sentenza del Tar

23 Luglio 2020

Impianto a biomasse nell’ex zuccherificio, la proprietà va al Consiglio di Stato E Verdecchia invita i sindaci del territorio a resistere alla multinazionale

CELANO. Sadam e Powercrop impugnano al Consiglio di Stato la sentenza del Tar Abruzzo, con la quale, dopo oltre un decennio di battaglie legali e popolari, sembrava definitivamente scongiurata la realizzazione del contestato impianto a biomasse legato alla riconversione dell’ex zuccherificio di Celano, in località Borgo Incile. Le due aziende, quindi, non sono disposte a desistere, lasciando così i fondi stanziati dall’Unione europea per la riconversione del settore saccarifero, e neppure a mollare i possibili risarcimenti da parte di quegli enti pubblici che in prima battuta avevano optato per il sì alla riconversione salvo poi fare marcia indietro sull’onda della protesta popolare. Sulla questione dell’impianto riaccende i riflettori l’ex assessore all’ambiente del Comune di Avezzano, l’avvocato Roberto Verdecchia, da sempre contrario al progetto. «Oggi siamo costretti a subire l’ultimo atto giudiziario della multinazionale», afferma Verdecchia, «che, non paga di tutti i provvedimenti tecnici-amministrativi, confeziona l’ennesimo attacco al territorio col ricorso al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, per vedersi riconoscere la nullità degli atti amministrativi posti in essere dalla giunta regionale D’Alfonso su sollecitazione dell’allora assessore Mario Mazzocca e dell’ex presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. Nonostante la non permanenza dell’interesse pubblico dell’accordo del lontano 19 settembre 2007, maldestramente sottoscritto anche dall’ assessore provinciale all’ambiente dell’epoca, che invece avrebbe dovuto tutelare il suo territorio, la popolazione e le attività agro-aziendali esistenti, la Powercrop non desiste dal tentativo di portare avanti l’accordo di riconversione dell’ex zuccherificio di Celano, da realizzarsi nel territorio del comune di Avezzano».
Lanciato il sasso nello stagno Verdecchia chiama i nuovi amministratori a rialzare la guardia contro il rischio di un ritorno del pericolo impianto a biomasse. «Pur se commissariati sono certo che», conclude l’ex assessore all’ambiente, «nonostante la mutazione politica in Regione, Provincia e nei Comuni di Avezzano e Luco dei Marsi, nonché dei vari enti coinvolti, questi attraverso i vari uffici legali sappiano “resistere” alle ingerenze della multinazionale attraverso una debita e coerente costituzione in giudizio, facendo rispettare la sentenza del Tar Abruzzo. Sentenza che ha visto restituire dignità e serenità a un territorio sempre più oggetto di ingerenze di persone che vorrebbero tutelare i loro interessi economici, societari e personali». (m.s.)
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