Powercrop, un nuovo stop Ma la battaglia non è finita

Parere contrario dalla conferenza dei servizi in Regione, dal Ministero e dall’Arta A Pescara sit-in di 100 agricoltori e ambientalisti marsicani: «Ritirare il progetto»
PESCARA. Un «no» chiesto a gran voce, con cori da stadio, megafoni e striscioni, con sacchi di patate adagiati per terra, tanto per dimostrare quali prodotti agricoli sarebbero diventati a rischio. E un «no» hanno ottenuto, dopo ore di sit-in in piazza Mancini a Pescara, di fronte al palazzo della Regione, in cui una conferenza di servizi stava discutendo sul parere da esprimere sulla realizzazione della centrale a biomasse della Powercrop, la società milanese che dovrebbe realizzare l’impianto nella zona di Borgo Incile ad Avezzano.
Insomma, un nuovo «no», questa volta dalla conferenza di servizi, alla quale ieri hanno preso parte, tra gli altri, il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca, e rappresentanti dei vigili del Fuoco, del ministero dei Beni culturali e dell’Arta, l’agenzia regionale per la tutela ambientale, dopo lo stop dei giorni scorsi arrivato dal governo regionale, affiancato però da due sentenze del Tar dell’Aquila che non ostacolano la Powercrop. Una riunione, quella di ieri, in cui osservazioni e rilievi contrari alla realizzazione della centrale a biomasse, sono arrivati soprattutto dall’Arta e dal ministero dei Beni culturali. Quest’ultimo, in particolare, come è stato espresso ieri da un rappresentante del Mibac, ha rimarcato la propria contrarietà alla costruzione dell’opera per via dell’ubicazione. Per la Regione, invece, rappresentata da Mazzocca, non sussistono più i presupposti giuridici e amministrativi per la realizzazione dell’opera. Un riavvio della procedura – quella di ieri a Pescara, dovuta alla sentenza favorevole alla Powercrop da parte del Tar dell’Aquila, che ha fatto seguito alla conferenza di servizi del marzo dello scorso anno – alla quale hanno preso parte diverse associazioni, come la Confagricoltura dell’Aquila, rappresentata dal direttore Stefano Fabrizi, e la Cia, la Confederazione italiana agricoltura, attraverso Pietro Spitali, oltre ai sindaci di Collarmele, Tonino Mostacci, di Lecce, Gianluca De Angelis, di San Benedetto, Quirino D’Orazio, e di Luco, Domenico Palma. In piazza, poi, a manifestare, tra un centinaio di persone giunte dalla Marsica con due autobus, anche cartelli del Wwf e del Movimento 5 Stelle.
«Siamo soddisfatti della decisione», ha dichiarato al termine della conferenza Fabrizi, di Confagricoltura, «e ora continueremo la nostra battaglia fino a quando l’opera non verrà ritirata. Siamo disposti anche a un ricorso al Consiglio di Stato».
Una via giudiziale potrebbe essere percorsa anche dalla Powercrop, la quale ora potrebbe ricorrere, di nuovo, di fronte ai giudici del Tar.
Vito de Luca
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