Powercrop, è tutto da rifare

Il Tar accoglie il ricorso della società, Regione chiamata a rielaborare il piano
AVEZZANO. La vicenda sulla centrale a biomasse Powercrop si arricchisce di un altro capitolo. Il Tar dell’Aquila, nell’udienza in cui si è discusso il ricorso Powercrop contro Regione Abruzzo e Comune di Avezzano in merito al diniego ricevuto nella conferenza dei servizi a Pescara, dello scorso aprile, ha accolto la tesi dei legali dell’azienda, Maria Giulia Roversi Monaco e Gualtiero Pittalis, e di quelli che assistono i lavoratori dell’ex zuccherificio di Celano coinvolti nel progetto di riconversione, Franco Paolini e Giovanni Rosati. Il Tar ha rimesso tutto in discussione, ripassando la palla alla Regione, che dovrà ora convocare una nuova conferenza di servizi.
«La Regione dovrà analizzare nuovamente la richiesta di autorizzazione alla luce di una serie di presupposti accertati in sede giudiziale» commenta l’avvocato Paolini «e dovrà tenere conto del fatto che l’impianto ricade in zona industriale. Secondo, dovrà considerare che il Piano regionale di tutela della qualità dell’aria non vieta la localizzazione degli impianti industriali ma contiene misure volte a limitare e ridurre le emissioni in atmosfera. E terzo dovrà considerare che l’impianto non ricade in area vincolata, come sostenuto dal Comune di Avezzano». «L’ordinanza del Tar» commenta l’assessore al Comune di Avezzano, Roberto Verdecchia, «è l’ulteriore conferma che l’amministrazione comunale deve continuare a essere vigile affinché si tuteli il bene della Marsica, del Fucino e della salute dei cittadini. Faremo di tutto per contrastare l’insediamento che causerebbe gravi danni».
«Al Tar sono ancora pendenti i ricorsi firmati dai cittadini marsicani insieme a quelli delle categorie agricole e delle associazioni ambientaliste» evidenzia il Comitato NoPowercrop, «non ci arrendiamo».
Magda Tirabassi
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