Prata, domani rientra la salma del militare

10 Gennaio 2021

Camera ardente a casa. Martedì i funerali di Pierluigi D’Alfonso, caporal maggiore scelto dei bersaglieri

PRATA D’ANSIDONIA. In un clima di sgomento e mestizia la piccola comunità di Prata d’Ansidonia si appresta a riabbracciare, per l’ultima volta, il caporal maggiore scelto dei bersaglieri Pierluigi D’Alfonso, di 38 anni, che ha perso la vita a Casarsa (Pordenone), dove è stato trovato morto nel garage della sua abitazione.
Ultimate tutte le operazioni peritali, disposte in seguito agli accertamenti ordinati dalla Procura della Repubblica di Pordenone, la salma, proveniente dall’ospedale di San Vito al Tagliamento, rientrerà domani sera nell’abitazione di famiglia, a Prata d’Ansidonia. I funerali sono stati fissati per la giornata successiva, martedì, alle 15, e si terranno nella piazza comunale del paese aquilano.
La notizia della sua scomparsa ha colpito duramente la sua famiglia, i genitori, il fratello, i tanti amici e gli altri familiari. Il caporal maggiore, che operava da alcuni anni in Friuli Venezia Giulia, spesso tornava nella sua terra d’origine per le vacanze. A Prata d’Ansidonia D’Alfonso sarebbe rientrato anche per le feste di Natale, se non fosse incappato in una vicenda giudiziaria che, tra fine novembre e inizio dicembre, ha stravolto la sua esistenza. Il graduato era finito agli arresti domiciliari con le accuse di violenza e sequestro di persona dopo le denunce nei suoi confronti da parte di due donne. Queste, una di 44 anni e l’altra di 60, avevano raccontato ai carabinieri che l’uomo le avrebbe di fatto attirate nella sua abitazione, con la motivazione di offerte di lavoro come badante o per pulizie domestiche, per poi riservare loro delle attenzioni non gradite. Da qui le accuse, mosse dalla Procura di Pordenone guidata da Raffaele Tito, che il caporal maggiore aveva respinto con decisione. Nei suoi confronti erano stati disposti gli arresti domiciliari con obbligo di firma nella caserma dei carabinieri. L’ipotesi resta quella del gesto estremo.