Pratola rende omaggio a Di Pillo

Giornata della memoria, a Roma il riconoscimento ai fratelli sulmonesi Valeri
PRATOLA PELIGNA. Onorificenze e manifestazioni si sono tenute nella Valle Peligna in occasione della Giornata della Memoria. In particolare, a Pratola, una delegazione di cittadini guidata dal sindaco Antonella Di Nino è andata all’imbocco di via Di Pillo per deporre una corona e omaggiare la memoria del deportato Rocco Di Pillo a cui tempo fa è stata intitolata l’omonima strada.
Alla cerimonia hanno partecipato i parenti del deportato e gli esponenti del circolo locale del Pd guidato dal segretario Mattia Tedeschi, il vicesindaco Nunzio Tarantelli, i consiglieri di maggioranza Aldo Di Bacco e Antony Leone, Salvatore Pizzoferrato in rappresentanza del gruppo di minoranza in consiglio comunale Pratola Insieme ed Eugenio Di Cesare dell’Anpi Pratola.
La cerimonia ha visto anche un momento di preghiera, rivolto a tutti i deportati e alla memoria dell’Olocausto, presieduto dal parroco Renato Frappi. «Dobbiamo mantenere vivo il ricordo affinché nessuno resti più vittima di ideologie», le parole del sindaco Di Nino, «le drammatiche vicissitudini toccate al nostro concittadino sono la testimonianza che non ci sono limiti all’odio e per questo è necessario eliminarlo dalla nostra società e dal linguaggio».
Ad Anversa degli Abruzzi, invece, è stata riconosciuta a Mario Fusco, militare italiano classe 1914 e deportato nei campi di lavoro della Germania nazista, la medaglia d’onore. Il riconoscimento è stato consegnato dalle mani del prefetto di Pescara al figlio del deportato, Tonio Fusco, che tempo fa aveva anche pubblicato un documento per raccontare la storia del padre. Riconoscimenti anche per i fratelli Antonio, Silvio e Panfilo Valeri di Sulmona che hanno ricevuto dal prefetto di Roma la medaglia d’onore alla memoria.
Il riconoscimento è arrivato grazie all’impegno di Mauro Alibranti che si è impegnato per ricostruire la storia dei suoi congiunti deportati nei campi nazisti. Diverse iniziativa si sono tenute nelle scuole del comprensorio deve gli studenti sono stati invitati a riflettere e a studiare le barbarie della Seconda guerra mondiale. (f.c.)
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