Precari e sindaci-ribelli, le ultime spine

25 Novembre 2018

Settimane di polemiche: Margiotta in Procura dopo le contestazioni di sei Comuni sulle assunzioni

SULMONA. Non si può dire che questo sia un bel periodo per il Cogesa, con il duro scontro che si è venuto a creare tra una parte dei sindaci dei Comuni soci della società che gestisce il ciclo integrato della raccolta dei rifiuti, e l’amministratore unico Vincenzo Margiotta.
Uno scontro finito sul tavolo della Procura dopo l’esposto-denuncia con cui Margiotta ha invitato l’ufficio inchieste del tribunale di Sulmona a fare piena luce sulle accuse che gli sono state rivolte da sei sindaci di aver «falsificato» il verbale dell’assemblea del controllo analogo con cui veniva ratificato il piano economico dell’amministratore unico che prevedeva, tra le altre cose, 32 assunzioni.
Piano prima votato da tutti i Comuni soci e poi contestato da sei sindaci perché considerato come «chiara manovra elettorale» alla vigilia delle consultazioni regionali di febbraio. Scontro che era stato aperto dalla proposta, sempre avanzata dagli stessi sindaci, di voler affiancare Margiotta a due consiglieri, tornando al vecchio sistema, con il consiglio di amministrazione a tre, proprio per depotenziare l’amministratore unico.
Situazione che aveva portato a una serie di interventi mirati a colpire e affondare il piano economico amministrativo, quindi anche le assunzioni, presentato da Margiotta. Prima era intervenuta la dirigente del Comune di Sulmona, Filomena Sorrentino, che aveva giudicato il piano di Margiotta «inopportuno e pericoloso» deciso in un momento molto delicato che mette a rischio la solidità della stessa società. Poi era stata la volta dei sindacati che si sono lamentati di essere stati sempre esclusi da qualsiasi decisione o provvedimento che riguardava i lavoratori dell’azienda.
Quindi la lettera dei 13 lavoratori precari del Cogesa con il contratto in scadenza a dicembre e a maggio, i quali riferendosi proprio alle assunzioni decise dall’azienda hanno chiesto che quanto fatto finora venga loro riconosciuto, procedendo alle assunzioni come previsto nel piano assunzione redatto dal Cogesa. Se tutto questo non dovesse avvenire si dicono pronti a far valere i loro diritti.
Una situazione quindi molto delicata, resa ancora più tesa dopo il brutto episodio di cronaca. (c.l.)
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