Premio al periodico “I Portici”

29 Aprile 2016

Realizzato dagli alunni del “Cotugno”. Targa d’argento a Chianciano

di SILVIA MANTINI*

Le ho salutate sul binario 1 della Stazione dell’Aquila, mentre salivano su un treno che non aveva l’aria della “freccia” , ma appariva, comunque, molto colorato e allegro. Sei ragazze e due insegnanti, le professoresse . Emilia Bernardi e Loretta Bonifaci Di Marzio del Convitto nazionale, provenienti dal Liceo Classico, Liceo delle Scienze Umane e Liceo Linguistico in partenza per Chianciano Terme, per andare a ritirare un premio per “I Portici”. È una nuova “testata”, un giornale che le ragazze e i ragazzi dell’Istituto aquilano “Cotugno”, comprendente anche il Liceo delle Scienze umane indirizzo economico-sociale e il Liceo Musicale, hanno fondato nel 2014, con il quale fanno vivere uno spazio di incontro di informazione, arte, letteratura e musica che, mensilmente, rappresenta un vivacissimo laboratorio di stili freschi e profondi, documentati e molto eclettici. Il lavoro dei giovani aquilani è stato selezionato da AlboScuole, l’Associazione nazionale di giornalismo scolastico Targa d’Argento del Presidente della Repubblica, nato nel 2002, per iniziativa di Ettore Cristiani. “I Portici” si è classificato per il premio nazionale “Giornalista per un giorno” meritando la targa d’argento per l’anno scolastico 2015-2016 per la sezione “Varietà di contenuti”. Ho visto nascere questo giornale con l’entusiasmo di ragazze (è quasi tutto al femminile) che scrivevano con la gioia di far vivere i loro Portici: pochi soldi, un po’ di finanziamenti della scuola, qualche insegnante volenteroso che ha seguito il percorso. Non sapevano come fare con le poche copie che potevano stampare: hanno deciso di passare alla forma on-line per poter arrivare a tutti, senza lasciare quelle due copie contate per classe, perché la stampa costa. Poi hanno imparato a montare il loro prodotto, pur con tutte le difficoltà e i limiti e a sfondare il confine del Convitto, coinvolgendo anche gli altri studenti delle altre scuole della città. Un lavoro commovente, capillare, faticoso, tutti i martedì con un panino al bar fuori dalla scuola, senza tornare a casa. Poi sono intervenuti i loro compagni grafici e gli artisti, i fumetti, le interviste, le cronache e lo sport, con ragazzi che hanno costruito e inventato forme divertenti e colorate sempre sullo sfondo geometrico dei Portici puntellati per le crepe e ancora invivibili, ma fatti rivivere da questi ragazzi, che in realtà non li hanno neanche conosciuti. I Portici, dicono le ragazze e i ragazzi sulla loro pagina internet sono «metafora di incontro, informazione, scontro e divertimento. Il nome che abbiamo deciso di dare a questo nostro progetto» scrivono «ricorda a tutta la città e a tutti che l’unico posto del centro storico che ha colmato il nostro bisogno di relazioni e parole sono stati, appunto, i portici di San Bernardino. Un lavoro tenace e continuo dedicato al ricordo dei loro compagni scomparsi il 6 aprile Filippo Maria Bruno, Maria Paola Parisse e Patrizia Fabaro.

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