Premio reale all’ingegnere che rende sicura l’Africa

AVEZZANO. Nel corso di una cerimonia a Londra, il professore avezzanese Luca Persia, direttore del Centro di ricerca per il trasporto e la logistica (Ctl) all’Università La Sapienza di Roma, in...
AVEZZANO. Nel corso di una cerimonia a Londra, il professore avezzanese Luca Persia, direttore del Centro di ricerca per il trasporto e la logistica (Ctl) all’Università La Sapienza di Roma, in qualità di coordinatore del progetto SaferAfrica, è stato insignito del premio Prince Michael International Road Safety Award da sua altezza reale Michael Principe di Kent, cugino della regina Elisabetta d’Inghilterra, per le innovazioni introdotte dal progetto finanziato dalla Commissione Europea, nell’ambito del programma H2020. Il Consorzio formato da 17 partner europei e uno africano, guidati dal Centro di ricerca per il trasporto e la logistica, ha creato una Piattaforma di dialogo tra Europa e Africa sui temi della sicurezza stradale per ridurre l’alto tasso di incidentalità nei Paesi africani, coinvolgendo le più importanti organizzazioni internazionali, attive nel campo della sicurezza stradale e una comunità attiva di 192 esperti provenienti da 42 Paesi africani. Il tasso di incidentalità nel continente africano è pari al 26.6% contro al 9.3% dei paesi europei. L’idea alla base del progetto è che l’Europa possa giocare un ruolo importante nell’individuare meglio criticità e debolezze del sistema africano e nel trasferire la propria esperienza tecnica e scientifica per migliorare la sicurezza stradale. I principali risultati del progetto SaferAfrica.
«Sono stato davvero onorato», il commento del professor Persia, «di ricevere questo prestigioso premio, quale riconoscimento del grande lavoro svolto insieme al Consorzio per migliorare la sicurezza stradale in Africa».
In tre anni di progetto (2016-2019), il team di SaferAfrica ha creato l’Osservatorio africano sulla sicurezza stradale, un portale web partecipativo dove esperti e cittadini africani possono consultare tutte le ricerche prodotte dal progetto, ma anche schede informative sulla situazione della sicurezza stradale nei Paesi africani.
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