Premio solidarietà, la Dandini loda il coraggio delle donne

Successo dell’iniziativa della Fondazione Carispaq Riconoscimenti al Centro antiviolenza e menzioni speciali
L’AQUILA. «Questo centro antiviolenza è straordinario, come molti altri sul territorio italiano: avamposti, spesso in un deserto, che salvano vite umane con molta difficoltà e pochi fondi». La conduttrice tv Serena Dandini, autrice del libro e dello spettacolo “Ferite a morte”, ha voluto ringraziare l’associazione-centro antiviolenza dell’Aquila “Donatella Tellini”, vincitrice del premio Fondazione Carispaq per la Solidarietà 2018.
Due le menzioni speciali al centro antiviolenza e Casa delle donne “La Libellula” di Sulmona e all’associazione “Liberi per Liberare” di Avezzano. Un tema molto sentito che ha raccolto un numeroso pubblico. D’altra parte «dal 2007 al novembre 2017, in appena 10 anni, solo all’Aquila sono state 450 le donne che hanno denunciato casi di violenza al nostro centro. Abbiamo avuto ulteriori 200 contatti. Il fenomeno è più diffuso di quanto pensiamo e molto democratico: coinvolge donne giovani e meno giovani, istruite e non, di ogni ceto sociale e provenienza geografica», ha spiegato Simona Giannangeli, presidente del centro premiato. «La violenza sulle donne non è un destino ineluttabile. Sconfiggerla significherebbe vincere, non solo per le donne, ma anche per gli uomini», ha commentato Dandini. «Il femminicidio non è un effetto collaterale dell’essere donna. Nei paesi dove sono state messe in atto in maniera virtuosa leggi e iniziative coordinate le cose sono migliorate. Importante sarebbe, oltre ai finanziamenti e alle leggi, lavorare sulla cultura e partire dalle scuole, dove spesso si ha paura di parlare di certi argomenti. Invece bisogna parlare di genere, sessualità, educazione sentimentale, rispetto». Per Marco Fanfani (Fondazione Carispaq) «in questa fase, caratterizzata da tante forme di violenza, quelle contro le donne e i minori sono tra le più efferate e ignobili. Da parte nostra abbiamo sostenuto le associazioni che, nel territorio, si prodigano per le vittime e le potenziali vittime».
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