Prende a calci l’auto della polizia, arrestato

Gli agenti sono intervenuti per sedare una lite, il 27enne li aggredisce. Altre due persone riescono a far perdere le tracce
SULMONA. Serata di liti e cazzotti quella tra sabato e domenica a Sulmona. Alcuni gruppi di giovani sono venuti alle mani e uno di loro è stato anche arrestato per aver tentato di sottrarsi al controllo degli agenti, opponendo resistenza e dando in escandescenza. A finire in manette con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale Simone Savese, 27enne di Sulmona. La vicenda è nata dall’intervento delle pattuglie del commissariato di pubblica sicurezza, presenti in forza in questo weekend, insieme a Guardia di finanza, carabinieri e polizia locale nel centro storico di Sulmona.
Il giovane aveva appena finito di litigare con altri due coetanei di Sulmona quando sono arrivati i poliziotti che hanno cercato di calmarlo e identificarlo. Per tutta risposta il 27enne li ha aggrediti verbalmente con offese e minacce prendendo a calci l’auto di servizio. Nessun operatore di polizia è rimasto ferito, ma per il giovane è scattato l’arresto in flagranza. Più tardi, in caserma, il 27 enne si sarebbe giustificato sostenendo di essere stato aggredito da due giovani di etnia rom, che subito dopo la scazzottata si erano allontanati dal luogo della lite, prima dell’arrivo della polizia. Una lite che, molto probabilmente, avrà una coda giudiziaria dopo l’identificazione di tutti i protagonisti della vicenda.
Sulla situazione è intervenuto anche il sindaco che è intenzionata ad andare avanti, in collaborazione con le forze dell’ordine e con i commercianti, sulla strada intrapresa. «Voglio continuare nella linea di condivisione perché a detta delle forze dell’ordine la situazione è abbastanza tranquilla», afferma il sindaco Annamaria Casini, «in questo momento di difficoltà dobbiamo favorire la mobilità. La presenza delle forze dell’ordine con il Comune e gli esercenti che dialogano deve favorire la ripresa è nello stesso tempo dobbiamo isolare quelle poche persone che si conoscono e che vanno rieducate. Una situazione di repressione andrebbe solo a penalizzare gli sforzi che tutti stiamo mettendo in campo per la ripresa sociale ed economica che tutti auspichiamo e vogliamo. Consapevoli del momento particolare che stiamo vivendo, in cui tutti abbiamo bisogno di un sostegno morale dopo i giorni duri di isolamento, in collaborazione con la questura stiamo portando avanti una campagna di sensibilizzazione con l’affissione di locandine che spiegano le regole di buon comportamento da assumere durante l’emergenza per poter tornare al più presto alla normalità».
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