Presepe vivente con le mascherine

Rivisondoli, il Covid non ferma la tradizione: intima rappresentazione in chiesa
RIVISONDOLI. Il Covid non ferma la magica tradizione del Presepe vivente di Rivisondoli. Mentre la neve scendeva lenta ed intensa sulla capanna di Piè Lucente, illuminata a giorno con le statue della Natività esposte dalla vigilia di Natale, la suggestiva tradizione del Presepe si è rinnovata, in tutta la sua bellezza commovente, nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari. Questa volta senza statue, ma con persone in carne e ossa (e mascherine) a interpretare i personaggi principali della Natività. «Ho provato una fortissima emozione, perché essere la Madonnina del presepe vivente è sicuramente un ruolo molto importante e molto sentito per chi nasce e vive a Rivisondoli. Soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria in cui il virus sta stravolgendo le nostre vite». Così ha detto Beatrice Ciampaglia, 16enne studentessa del Liceo scientifico di Castel di Sangro, che ieri pomeriggio, ha indossato i panni della Madonnina della rappresentazione. A stendere il velo sul suo capo, appena conclusa la celebrazione solenne della messa della vigilia dell’Epifania, è stato il vescovo di Sulmona, Michele Fusco. Quel velo è parte di una tradizione ormai settantennale. Infatti fin dalla prima edizione del 1951 è stato indossato da tutte le Madonnine del Presepe vivente, cominciando da Gabriella Gasparri. «Sono emozionato ed onorato di partecipare al presepe vivente» le parole di Diego Di Martino, giovane napoletano che ha impersonato San Giuseppe. Come da tradizione consolidata, il Bambin Gesù è stato l’ultimo nato dell’anno in paese, Gabriele, figlio di Michela e Giuseppe Di Natale. «Attraverso il presepe vivente, che rappresenta Gesù che viene accolto dai Magi nel giorno dell’Epifania, diamo un segno di speranza a tutti coloro che vivono nella difficoltà e anche qualche momento di lutto, a causa di questa epidemia», il commento del vescovo Fusco. A celebrare il rito della Natività, insieme al vescovo, il parroco di Rivisondoli, don Daniel Cardenas, e il sindaco di Rivisondoli, Roberto Ciampaglia, questi ultimi due principali artefici di questa edizione caratterizzata dalla pandemia. (c.l.)
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