Preso “postino” della droga Spacciava su ordinazione

20 Novembre 2020

Consegne rapide ai clienti che arrivavano in auto nei pressi della sua abitazione  Il giovane è stato già processato e condannato a un anno di reclusione

L’AQUILA. Gli agenti della Squadra mobile lo hanno fermato dopo una serie di appostamenti in prossimità della sua abitazione. B.L., un albanese di 20 anni residente all’Aquila, con alle spalle qualche guaio per rissa e lesioni, è finito in manette con l’accusa di aver organizzato un traffico di stupefacenti nei pressi della sua abitazione, recapitando la droga, già divisa in dosi in base agli ordini ricevuti, attraverso mirate e rapide consegne ai numerosi avventori che transitavano lì in auto. Un insolito “postino” fermato nell’operazione, denominata “drugs drive”, durante una delle consegne. Gli investigatori nel corso della perquisizione nella sua abitazione hanno sequestrato denaro contante, decine di dosi di cocaina e marijuana pronte per la consegna.
L’arrestato, che aveva messo in piedi una vera e propria centrale di spaccio, aveva in casa anche l’attrezzatura (anch’essa sequestrata) necessaria per il taglio e il confezionamento della sostanza stupefacente. Il giovane albanese è stato giudicato per direttissima e condannato a un anno di reclusione e al pagamento di 1.200 euro di multa. «Ciò in considerazione», scrive in una nota la questura, «delle circostanze dell’arresto nonché dei gravi elementi di prova raccolti a suo carico».
Successivamente alla sentenza il giovane, la cui presenza sul territorio nazionale è risultata irregolare, è stato espulso con decreto del prefetto e il questore ha disposto a suo carico la misura alternativa al trattenimento al Centro permanenza rimpatri. Gli è stato trattenuto il passaporto all’ufficio immigrazione con l’obbligo di firma per tre giorni a settimana.
Durante la perquisizione domiciliare gli agenti di polizia avevano trovato anche il passaporto di un altro cittadino albanese che è stato poi rintracciato e che è risultato, come il suo connazionale, non in regola con il permesso di soggiorno. Ragione per la quale nella tarda serata di mercoledì è stato espulso e rimpatriato con accompagnamento coatto alla frontiera convalidato dal giudice di Pace. «Nonostante l’attuale fase emergenziale che ci vede costantemente impegnati nel controllo del territorio finalizzato alla verifica delle disposizioni impartite dal governo», ha detto il questore Gennaro Capoluongo, «questa questura, come promesso all’inizio del mio mandato, continua nella sua incessante attività di prevenzione dei reati e di contrasto ad ogni forma di illegalità. Andremo avanti nel percorso di legalità che consentirà – con la collaborazione dei cittadini – di eliminare qualsiasi tentativo di traffico illegale sul nostro territorio». (cr.aq.)
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