Pressioni al debitore, in due nei guai

Trasacco. Imprenditori rinviati a giudizio per minacce e turbativa d’asta
TRASACCO. Rinviati a giudizio con l’accusa di turbativa d’asta e tentativo di estorsione per un caso e per minacce nell’altro. Si tratta di due imprenditori marsicani che avrebbero fatto pressioni al venditore di un capannone finito all’asta affinché pagasse una somma di denaro per riavere la struttura. Dovranno presentarsi davanti al tribunale di Avezzano per il processo alla fine di settembre. Al centro della vicenda un opificio che si trova nel Fucino finito all’asta a causa di debiti contratti dal proprietario. Uno dei due accusati, M.G., 58 anni, di Trasacco, aveva risposto ed era riuscito ad aggiudicarsi l’immobile in via provvisoria. Prima di ottenere l’aggiudicazione definitiva, aveva detto al proprietario della società debitrice che avrebbe rinunciato all’immobile in cambio di 22mila euro.
L’altro accusato, C.G., 55 anni, un amico del 58enne, deve invece rispondere di minacce perché avrebbe detto al debitore: «Tu ci hai fatto un male ingiusto». Dopo averlo incontrato in un bar avrebbe tentato, secondo l’accusa, di bloccarlo nel bar, frapponendosi tra lui e la porta, impedendogli di uscire dal locale. Il debitore si è rivolto alle forze dell’ordine denunciando l'accaduto e al termine delle indagini, durate circa un anno, è stato disposto il rinvio a giudizio su richiesta del pubblico ministero Lara Seccacini. Richiesta accolta dal giudice per l’udienza preliminare Daria Lombardi. Entrambi gli accusati dovranno presentarsi davanti al giudice del tribunale di Avezzano Marianna Minotti il 29 settembre. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Milo, Mario Flamini, Franco Colucci e Sandro Ciaccia. La parte lesa, un imprenditore marsicano, si è costituita parte civile in giudizio ed è rappresentata dall'avvocato Giuseppe Vigiani. (p.g.)
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