Prestiti a strozzo al benzinaio, arrestato

Il 36enne Di Silvio finisce in carcere. L’accusa: «Consegna 15mila euro all’imprenditore e chiede interessi fino al 150%»
AVEZZANO. È finito in carcere con l’accusa di aver prestato denaro a tassi di interesse illegali a un imprenditore, tali da rendere il loro rimborso difficile o impossibile. Il presunto usuraio è Cristian Di Silvio, 36 anni, di Avezzano. L’uomo, appartenente alla locale comunità rom, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, su richiesta del procuratore Maurizio Maria Cerrato. Ieri mattina, poco dopo le 7, a casa di Di Silvio si sono presentati i militari della Guardia di finanza di Avezzano guidati dal capitano Luigi Falce. Così il presunto usuraio è stato ammanettato e condotto nel carcere di Chieti in attesa dell’interrogatorio di garanzia. È accusato di aver prestato denaro a tessi di interesse fino al 150 per cento.
LE INDAGINI
A suo carico una serie di prove che hanno fatto scattare l’arresto per usura. L’attività investigativa delle Fiamme gialle è partita circa due mesi fa durante i quali Di Silvio è stato pedinato dai finanzieri al fine di raccogliere indizi. Gli investigatori si sono avvalsi anche di intercettazioni telefoniche, ambientali e della registrazione di filmati. Prove che sono poi finite sulla scrivania del pubblico ministero. Nel corso delle indagini sarebbero state effettuate anche diverse perquisizioni alla ricerca di ingenti somme di denaro contante. Per lo stesso reato, Di Silvio era finito in carcere anche tre anni fa. Pure questa volta la sua vittima era un imprenditore della zona, gestore di un distributore di carburante, secondo quanto accertato dalle Fiamme gialle, costretto al pagamento di interessi usurari del 150% rispetto a un prestito iniziale di 15mila euro. Ormai esasperato dalle richieste di interessi illegali, ripetutamente calcolati sulle stesse somme costituenti interessi, l’imprenditore era sottoposto a martellanti pressioni psicologiche da parte dell’arrestato. Non si escludono ulteriori risvolti investigativi: le indagini, infatti, sono ancora in corso per accertare la presenza di altre eventuali vittime a riprova del constate impegno delle Fiamme gialle nel contrasto ai comportamenti illeciti che comportano reati contro la persona, nei confronti di persone in stato di bisogno economico. L’usura, così come il caporalato, sono reati difficili da dimostrare.
IL PRECEDENTE
Di Silvio era stato già arrestato nel 2019 con le accuse di usura e tentata estorsione. La misura cautelare era stata eseguita nel giorno di Pasquetta. Allora 34enne, era stato incastrato da un video che lo ritraeva mentre metteva in atto la presunta estorsione. Anche in questo caso tutto era nato da un’operazione del Nucleo mobile della Finanza di Avezzano, scaturita a seguito di un’indagine disposta dall’allora procuratore Andrea Padalino Morichini. Anche in questo caso venne raccolto materiale video e audio, realizzato con strumentazione nascosta. L’accusato, dopo essere stato monitorato per un considerevole arco di tempo, era stato arrestato in flagranza di reato, a seguito della registrazione del video all’interno dei locali di un imprenditore di Avezzano. Dopo un anno di detenzione, e diverse richieste di scarcerazione da parte dei suoi avvocati, con un provvedimento del gip di Avezzano, Mario Cervellino, era arrivata la scarcerazione, con la misura alternativa dei domiciliari e l’applicazione del braccialetto elettronico.
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