Prestiti per 500mila euro con una banca clandestina

Nei guai un libero professionista che concedeva soldi a imprenditori in difficoltà Soffiata di alcuni istituti di credito. In un caso 144 rate andavano restituite fino al 2024
AVEZZANO. Aveva messo in piedi una sorta di banca clandestina per concedere soldi a imprenditori in difficoltà. Nessuno sportello, nè tantomeno impiegati in giacca e cravatta. Ma denaro sì. E tanto. Con l’accusa di avere esercitato abusivamente l’attività creditizia e finanziaria, un libero professionista di Carsoli è finito sotto inchiesta.
Secondo la Guardia di finanza di Avezzano, l’88enne col fiuto per gli affari – e in periodi economicamente difficili come questo se ne possono fare tanti – ha portato a termine delle operazioni, ritenute illecite, per quasi mezzo milione di euro. L’uomo, infatti, non aveva alcuna autorizzazione, nè tantomeno è iscritto nell’apposito albo. Una sorta di concorrenza sleale, quindi, sia nei confronti degli istituti di credito di Abruzzo e Lazio sia per i consulenti finanziari regolari. Due gli episodi contestati a S.R.. Nel primo, il libero professionista ha erogato in maniera continuativa prestiti pari a oltre 360mila euro a due imprenditori. Questi ultimi, stando agli accordi, avrebbero dovuto rimborsare la somma di denaro in 144 rate da 2.500 euro cadauna a partire dal primo gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2024. Nel secondo episodio 115mila euro sarebbero stati concessi in prestito a due coniugi che si sarebbero impegnati a rimborsarli in 48 rate mensili al tasso d’interesse del 5% e mediante l’emissione di cambiali da 2.665 euro ciascuna; la prima rata doveva essere versata il 30 novembre 2012, l’ultima il 31 ottobre 2016. Accuse ovviamente tutte da dimostrare.
La prima fase dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Guido Cocco, si è chiusa con l’avviso di conclusione delle indagini e l’informazione di garanzia nei confronti del libero professionista di Carsoli.
Le indagini della Finanza di Avezzano sarebbero scattate dopo le segnalazioni arrivate dai responsabili di alcune banche locali. L’accesso al mercato, nel settore bancario e in quello finanziario, è presidiato e gestito da norme penali che hanno lo scopo di contrastare e prevenire il fenomeno dell’abusivismo: in pratica, l’esercizio di attività specifiche senza che l’autorità di vigilanza del settore abbia fornito un provvedimento di autorizzazione preventivo. Lo scopo dell’autorità di vigilanza è quello di accertare che l’operatore disponga di tutti i requisiti previsti dalla legge, a dimostrazione della sua affidabilità non solo professionale, ma anche morale e patrimoniale.
Secondo le associazioni di categoria, anche nella Marsica il fenomeno è accresciuto dalla crisi. Molti imprenditori trovano difficoltà ad avere denaro dagli istituti di credito e intraprendono altre strade.
Il libero professionista di Carsoli è difeso dall’avvocato Antonio Milo. L’uomo, attraverso il proprio legale, è pronto a difendersi sostenendo di aver «agito a fin di bene».
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