Presutti: «Il Giovenco va difeso»

20 Febbraio 2016

L’ex assessore di Avezzano condanna l’intubamento del fiume

PESCINA. «L’acqua è un bene comune e va difesa dagli attacchi speculativi dei privati. Il fiume Giovenco è l’unico della Marsica ad avere una qualità delle acque buona. Ma questi dirigenti regionali che rilasciano autorizzazioni volte a distruggere fiumi e laghi abruzzesi, senza verificare i danni che arrecano ai beni comuni meritano di rivestire quei ruoli?».

Crescenzo Presutti, ex assessore all’Ambiente del Comune di Avezzano, componente del Wwf montano e appassionato di pesca a mosca, non usa mezzi termini per condannare gli amministratori regionali che stanno per firmare il via alla centrale idroelettrica da realizzare sul fiume Giovenco. «Le centraline idroelettriche sono più dannose di quanto si possa immaginare, soprattutto quando vengono realizzate in piccoli corsi d’acqua già ampiamente sfruttati. Basti pensare che la portata idrica di quello che un tempo era un fiume è stata pressoché dimezzata perché l’acqua viene dirottata all’Aquila da qualche decennio nonostante gli aquilani non ne abbiano più alcun bisogno. Inoltre, il prelievo idrico riduce la quantità di acqua nei torrenti e nei fiumi a valle dell’impianto e provoca sconvolgimenti negli ecosistemi fluviali con gravi danni al patrimonio ittico e naturalistico», dice Presutti. «Per legge il prelievo non può superare una percentuale della portata naturale e dev’essere garantito quello viene chiamato il deflusso minimo vitale. Gli effetti negativi non sono limitati ai tratti di fiume a valle degli impianti, ma si ripercuotono su tutta la rete idrica».©RIPRODUZIONE RISERVATA