Prete scambiato per amante e picchiato

Il viceparroco di Pettino ferito dopo una colluttazione con un uomo che lo insegue con l’auto e lo blocca in strada
L’AQUILA. Lo insegue con l’auto e lo costringe a fermarsi e a consegnare il suo telefonino cellulare. A quel punto il suo aggressore comincia a compulsare lo smartphone in cerca di numeri, messaggi, indizi. Lo avrebbe scambiato – è questa una delle ipotesi che sarebbe tuttora al vaglio degli investigatori – nientemeno che per l’amante della sua donna. Vittima dell’aggressione, che lo manda in ospedale con una prognosi di pochi giorni, un sacerdote, l’economo della diocesi don Gennaro Pino Del Vecchio, 45 anni, viceparroco di Pettino e braccio destro del cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi, che gli ha consegnato le chiavi della cassa della Curia. E una montagna di fatture da decriptare per rimettere in ordine i conti in rosso scarlatto della Chiesa aquilana nel post-sisma.
IL MISTERO. Non scendeva certo da Gerusalemme a Gerico – come l’aggredito per antonomasia, che poi trovò il Samaritano sulla sua strada – bensì percorreva la Subequana, sabato sera, tra Fontecchio e Santa Maria del Ponte. Qui il racconto diventa talmente intricato da apparire quasi surreale. Tampinato da un’auto desiderosa a tutti i costi di passare avanti, il parroco, diretto verso Castelvecchio Subequo, dove c’è un convento di frati minori conventuali, sarebbe stato fatto accostare e subito aggredito, prima a parole e poi passando alle vie di fatto, da quello che sarebbe per lui un perfetto sconosciuto. Si tratta di un 50enne residente a Fontecchio, già individuato, convinto di trovarsi di fronte a un rivale in amore. Un assunto che lo porta a farsi consegnare in fretta il telefonino cellulare, allo scopo di controllarlo prima di restituirlo al termine di un lungo tira e molla. In questa fase ci sarebbe stata la colluttazione, con il sacerdote rimasto ferito in maniera lieve e poi medicato in ospedale. A parapiglia terminato, il sacerdote riesce a dare l’allarme e, non avendo nulla da nascondere né da temere, avvisa prontamente i carabinieri. Le indagini vengono assegnate alla Compagnia di Sulmona, competente per territorio.
LE ACCUSE. Nelle prossime ore l’aggressore sarà denunciato. Potrebbe rispondere di violenza privata, anche se la descrizione dei fatti farebbe ipotizzare il più grave reato di rapina, vista la sottrazione del telefonino per violare, con minaccia, il diritto alla riservatezza. Atteso domenica mattina in parrocchia a Pettino per la festa del Cammino con i bambini, don Pino ha dato forfait. Solidarietà, ma bocche cucitissime, negli ambienti ecclesiastici.
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