Prevenzione da infezioni La Asl prepara i dipendenti

14 Maggio 2017

L’AQUILA. Le infezioni correlate all’assistenza, in cui sono ricomprese quelle ospedaliere, tra 30 anni saranno nel mondo la prima causa di morte e provocheranno più decessi di tumori e malattie...

L’AQUILA. Le infezioni correlate all’assistenza, in cui sono ricomprese quelle ospedaliere, tra 30 anni saranno nel mondo la prima causa di morte e provocheranno più decessi di tumori e malattie cardiovascolari. Un aspetto sul quale l’ospedale dell’Aquila ha deciso di investire con una formazione ad ampio raggio del personale, scattata nell’aula Dal Brollo del San Salvatore, per i primi 50 dipendenti, infermieri e operatori socio-sanitari. Una seconda sessione di formazione è prevista per martedì per altri 50 operatori con la stessa qualifica mentre, nei prossimi mesi, un secondo ciclo didattico, oltre al personale infermieristico, coinvolgerà anche i medici. I corsi, organizzati dal direttore sanitario dell’ospedale, dottoressa Giovanna Micolucci, comprendono una prima parte teorica, impartita dal dottor Alessandro Grimaldi, direttore del reparto malattie infettive, dalla dottoressa Veronica Di Pietro e dal dottor Maurizio Mariani, incentrata sulla circolazione ospedaliera dei batteri multiresistenti agli antibiotici, meccanismi di insorgenza della antibioticoresistenza e di trasmissione delle infezioni correlate all’assistenza. La seconda parte del corso riguarda le procedure pratiche da seguire che vengono illustrate dalla caposala di malattie infettive, dottoressa Roberta Priore (igiene delle mani, manovre manuali e uso dei prodotti anti-infezione durante l’assistenza). Di cruciale importanza il focus sui batteri resistenti, quelli cioè contro cui gli antibiotici si rivelano inefficaci, accompagnata dall’analisi del loro migliore utilizzo e dalla necessità di ridurre i costi sanitari. «Occorre ridurre l’impiego degli antibiotici ai casi più gravi», dichiara Grimaldi, «e questo vale soprattutto per i farmaci con molecole di ultima generazione. Il ricorso a un uso eccessivo di questi farmaci provoca infatti più effetti deleteri: minore efficacia delle cure, aumento progressivo dei batteri resistenti e forte impennata del costi sanitari dovuta ai prezzi elevati dei prodotti».
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