Prg pronto, ma il via libera può slittare al dopo Cialente

L’assessore all’Urbanistica Di Stefano: «Abbiamo fatto un buon lavoro: ora la città ne discuta approfonditamente e il Consiglio decida il da farsi»
L’AQUILA. Appuntamento a dopo le feste natalizie per avere una proposta definitiva di Piano regolatore, in sostanza quella che darà l'imprinting al nuovo strumento urbanistico atteso almeno da 20 anni.
La maggioranza ha posto questo nuovo step dopo la riunione di venerdì in cui si è discusso per tre ore e mezzo del Piano regolatore che dovrebbe permettere di superare i limiti dell'attuale, in vigore dal 1979. Entro la fine dell'anno arriverà l'intesa preliminare con la Provincia «ma il piano regolatore è virtualmente pronto» dice l'assessore all'Urbanistica e pianificazione, Pietro Di Stefano, che mira a portare il documento in consiglio comunale e, se questo non sarà possibile, quanto meno in giunta. L'obiettivo è fissare l'esistenza dello strumento urbanistico, dire, in sostanza, che esiste ed è completo «frutto di un lungo lavoro e sul quale abbiamo dovuto ricominciare tutto da capo».
Tante le amministrazioni, infatti, che anche negli anni passati hanno cercato di elaborare una nuova stesura, arenandosi però ai primi passi. «Adesso il piano esiste, insieme con la maggioranza abbiamo ragionato sull'opportunità di affidarlo a un processo di confronto con vari soggetti e di non andare direttamente all'adozione». Gli aspetti ricompresi nel piano, che stabilisce come sarà la città del futuro da un punto di vista urbanistico ma anche di sviluppo del territorio (e tenendo conto che si deve porre uno stop all'edificazione), sono davvero tanti: dai quartieri del Progetto Case sul cui destino si deve decidere, fino ai villaggi map da smantellare, al loro posto sorgeranno aree verdi. Fino al nuovo svincolo autostradale a Pile per alleggerire il traffico su quello dell'Aquila Ovest e nello stesso tempo servire i territori che sin sono molto espansi tra Coppito, Scoppito, Sassa e Tornimparte; ci sarà per la prima volta la Carta degli usi civici e poi il Piano dell'accessibilità, per abbattere quelle barriere architettoniche che non consentono ai disabili di accedere alle bellezze della città. Ancora: le dismissioni delle caserme e molto altro. «Potremmo anche riuscire a portare a casa questo risultato prima della fine dell'amministrazione, ma non importa se ad approvarlo non saremo noi» aggiunge Di Stefano «conta che sia alla fine un patrimonio della collettività».
E infatti già dopo la riunione di gennaio il Piano regolatore sarà sottoposto a un percorso di confronto con le organizzazioni di categoria, le associazioni, anche con l'università e con i sindaci del comprensorio, con cui la città deve dialogare.
Il passaggio in giunta o in consiglio è auspicabile anche per «preservare il piano da speculazioni strumentali» aggiunge l'assessore, in sostanza anche scoraggiare future costose consulenze, di cui l'amministrazione Cialente si è liberata a fatica: tagliati via il vecchio coordinatore e i 20 consulenti esterni (con risparmio per le casse pubbliche), è stato poi costituito, attingendo ai vincitori del "concorsone", il Settore pianificazione e cartografia, che prima non esisteva. Il nuovo piano sarà del tutto digitalizzato.
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