Prg, Romano e Serpetti: «Ripartire dal lavoro fatto»
L’AQUILA. «Vincere significa costruire e non distruggere, come perdere significa collaborare e non ostruire sterilmente. Pensare di costruire il presente tralasciando il passato, rischia di essere un...
L’AQUILA. «Vincere significa costruire e non distruggere, come perdere significa collaborare e non ostruire sterilmente. Pensare di costruire il presente tralasciando il passato, rischia di essere un errore strategico privo di una reale visione di futuro». Ad affermarlo sono i due consiglieri comunali di opposizione di “Il Passo Possibile”, il capogruppo Paolo Romano e il consigliere Elia Serpetti, a proposito del Prg.
«Sarebbe un errore di metodo oltre che di merito. Quello che sarà il nuovo Prg dell’Aquila ha avuto finora già alcuni passaggi fondamentali, come la redazione del documento preliminare con delibera di consiglio n. 118 del 26 novembre 2015, dopo la divulgazione e discussione dei suoi contenuti con i soggetti interessati e i Ctp, nuovo strumento di partecipazione che vede due esponenti nell’attuale giunta e due in consiglio. Inoltre», aggiungono Romano e Serpetti, «c’è una prima stesura con delibera di consiglio del 30 marzo scorso; il protocollo d’intesa sugli aspetti dimensionali siglato con la Provincia, secondo quanto disposto dal Piano territoriale di coordinamento provinciale, e poi ancora la microzonazione sismica, la Vas e la relazione geologica. E ancora è stata costituita una commissione di esperti, costati 400.000 euro alle casse comunali, oltre al dovuto per la risoluzione definitiva dei contratti di ben 20 tecnici più il Coordinatore, incaricati dalla giunta Tempesta senza alcun prodotto reale e al dispendio di energie e tempo da parte degli uffici comunali. Distruggere un lavoro rilevante e innovativo che l’ente ha già prodotto sarebbe poco lungimirante», concludono, «e creerebbe solo un grave danno agli aquilani, non solo mancando anche in questa consiliatura l’opportunità di vedere approvato un nuovo strumento urbanistico datato 1975, ma vanificando una spesa già sostenuta».

